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venerdì 26 novembre - Aggiornato alle 23:42

Cantina Caprai festeggia 50 anni con bilancio di sostenibilità: «Nostra cifra esistenziale è l’agricoltura etica»

Giù del 62 per cento il consumo di acqua e dimezzato l’uso dei fitofarmaci per l’impresa che fattura quasi 5 milioni ed esporta in 26 Paesi

I vigneti della cantina Caprai

La cantina Arnaldo Caprai di Montefalco festeggia mezzo secolo di attività con il primo bilancio di sostenibilità in cui è segnato il 62 per cento in meno di consumo totale di acqua, il dimezzamento dei consumo di fitofarmaci e sette certificazioni ambientali. C’è questo, ma anche molto altro, nel regalo di compleanno che l’azienda umbra si è voluta fare, nel segno della «trasparenza» verso i propri clienti per illustrare «obiettivi, performance e attività di sostenibilità economica, ambientale e sociale».

Bilancio di sostenibilità Nella Arnaldo Caprai, che occupa 117 persone, «lo sviluppo di pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente e lo studio delle migliori tecniche enologiche necessarie per valorizzare il nostro vitigno più prezioso, il Sagrantino, è un lavoro iniziato da diversi decenni» spiega l’azienda che all’attivo ha anche «un protocollo aziendale di produzione territoriale, 31 anni di ricerca universitaria, 10 borse di studio finanziate, 53 tesi di laurea incentrate sulla cantina». Con un fatturato che nel 2020 ha sfiorato i 5 milioni di euro e 160 ettari di vigneti, la Arnaldo Caprai ha realizzato il bilancio di sostenibilità riferito allo scorso anno e suddiviso in quattro tematiche: per quella ambientale si passa al setaccio «l’agricoltura 4.0 nella quale sono stati fatti svariati investimenti in tecnologie digitali e per l’agricoltura di precisione; sulla chimica di ultima generazione, grazie all’utilizzo di prodotti chimici innovativi a basso impatto ambientale e ad alta efficienza; sulla biodiversità in vigneto, con il miglioramento dei livelli di biodiversità delle acque, dell’aria e dei terreni vitati».

Arnaldo Caprai in 26 paesi Nel documento anche la sostenibilità economica dell’impresa che mette in rilievo «la presenza sui mercati internazionali, con la capacità di penetrazione dei prodotti in 26 Paesi, compresi i luoghi iconici dell’enogastronomia; sullo studio della sostenibilità economica per ogni modifica e/o miglioramento dei processi aziendali; sull’aumento del fatturato per il consolidamento delle strategie d’impresa», mentre nel campo sociale viene sottolineata «la costante attenzione al miglioramento dell’ambiente lavorativo per la sicurezza e il benessere dei lavoratori; la formazione di studenti in ambito vinicolo ed enologico attraverso partnership con istituti scolastici di ogni ordine e grado; la costante formazione dei dipendenti con corsi e supporto allo sviluppo di idee e progetti».  A chiudere il bilancio di sostenibilità della cantina umbra guidata da Marco Caprai, i temi di ricerca e sviluppo, che passano per per l’introduzione continua di innovazioni di processo e di prodotto, la valorizzazione del distretto di Montefalco, le partnership con dipartimenti universitari e centri di ricerca specializzati; il rafforzamento dell’informazione dei consumatori alla sostenibilità».

«Cifra esistenziale agricoltura etica» A commentare l’operazione è direttamente Marco Caprai, secondo cui «presentare un bilancio di sostenibilità significa per la nostra azienda portare nel Terzo Millennio la storia di un territorio e del suo vitigno d’eccellenza, il Sagrantino di Montefalco. Non è un avvenimento insolito per noi, che da quasi cinquant’anni facciamo infatti dialogare la sapienza antica di fare vino da un vitigno remoto con la ricerca e le nuove tecnologie. Per noi, uomini e donne che abbiamo scelto di fare del rapporto viscerale con il territorio, la nostra cifra esistenziale, la grande scommessa del nostro tempo è praticare un’agricoltura che sia non solo rispettosa dell’ambiente, ma anche etica: convinti che solo in questo modo i nostri vini potranno continuare ad essere ambasciatori del territorio di Montefalco in tutto il mondo».

 

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