Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 22:40

Campeggio di Marmore, l’ipotesi risolutiva non convince: «Pasqua alle porte, stagione compromessa»

Riapertura immediata con proroga di gestione: per questo si battono residenti, operatori economici locali e dipendenti del camping

Rosy Pellegrini

di Mar. Ros.

Sotto un sole domenicale che sembra aprire le porte ad una primavera anticipata è ancora più difficile sopportare che il campeggio di Marmore, per questioni tecnico-burocratiche sia stato chiuso.

“UN PEZZO DI CUORE CHE SE NE VA”: VIDEO

Camping Cascata delle Marmore Dopo la rimozione di quelli che erano stati definiti abusi edilizi e che secondo gli storici gestori erano invece manufatti autorizzati alle passate gestioni. Rosy Pellegrini, che con la sua famiglia è a capo dello storico camping dal lontano 1994, e da allora paga al Comune di Terni l’affitto per l’area di circa 9mila mq, l’11 gennaio scorso dopo mesi di confronto con l’amministrazione per tentare una soluzione atta a superare le criticità sopravvenute in termini di Piano regolatore e classificazione di rischio idrogeologico, ha riconsegnato le chiavi, convinta che non ci fossero i presupposti per quella che riteneva la strada più facile e vantaggiosa per tutte le parti in questione: una proroga tecnica che garantisse l’esercizio dell’attività per la stagione 2021. Ad oggi, quando si parla di riapertura del campeggio esclusa la parte più vulnerabile per rischi idrogeologici, invece, il gestore non crede sia possibile trovare la quadra col Comune in tempi utili per accogliere i turisti: «Abbiamo già chiamate per Pasqua; stante la crisi sanitaria la gente ha voglia di pianificare qualche giorno di libertà, ma se la soluzione del Comune passa per una modifica al Prg e per un bando di gestione, dubitiamo che sia possibile chiudere la partita a breve».

Comune di Terni Da Palazzo Spada arriveranno probabilmente nei prossimi giorni indicazioni più dettagliate sui provvedimenti che l’amministrazione intende adottare per rispondere a tutte quelle persone che chiedono la riapertura del camping. La famiglia che da più di 25 anni gestisce il campeggio, domenica 21 febbraio ha ricevuto uno straordinario attestato di stima: al loro fianco perché riprendano l’attivittà immediatamente, tutti coloro che negli anni hanno lavorato nel camping nonché i titolari di altre attività locali che grazie al flusso di turisti implementano il loro giro d’affari. Scherzando ma non troppo uno dei collaboratori del campeggio dice: «È l’unica ragione per cui ci si ferma in paese, oltre al passaggio a livello. Chiuderlo per sempre sarebbe una perdita inestimabile». A capo del flash mob, Stefano Santilli, titolare di un ristorante a Marmore: «Il paese – dice – non può permettersi di perdere questa attività, perderebbe senso anche l’aèertura serale della Cascata e nessuno si recherebbe più al belvedere superiore, non sapendo cosa si perde».

Camping Marmore Intanto Rosy si dichiara tranquilla: «Ho fatto il possibile per risolvere al meglio le cose e non mi si venga a dire che ho messo a rischio la vita dei turisti per la classificazione idrogeologica dell’area, perché nessuno si è mai fatto male ed ho sempre fatto le cose in regola, tanto da avere assicurazioni di ogni tipo e qualora fosse accaduto qualcosa ne avrei risposto in prima persona. Proprio ieri sera – racconta – ho ricevuto il messaggio di un nostro addetto alla sicurezza che nell’augurarmi una rapida riapertura del campeggio, si è complinìmentato per i numeri e i risultati della passata estate. Da Giugno a inizio settembre abbiamo resìgistrato 7mila arrivi e nessun contagio da Covid-19».  Tra i manifestanti presente Emanuele Fiorini di Forza centro. Vicino ai gestori anche l’ex consigliere comunale e segretario del circolo Pd locale, Sandro Piccinini, assente solo perché in quarantena: positiva al Covid-19 una delle alunne delle varie scuole che serve, guidando i mezzi Cmt.

I commenti sono chiusi.