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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:25

Brunello Cucinelli presenta a Milano il vino di Solomeo

Una cena per assaporare l’olio della nuova stagione e il primo prodotto nella vigna del ‘Borgo del cashmere e dell’armonia’

Ieri sera, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, si è tenuta una cena amichevole voluta da Brunello Cucinelli per presentare il primo vino – annata 2018 – prodotto nella vigna dell’amato borgo umbro di Solomeo. All’incontro conviviale erano presenti, oltre ai familiari, gli amici di sempre e una nutrita rappresentanza di quei giornalisti che, nel corso degli anni, hanno raccontato la storia della Casa di Moda di Solomeo, attraverso scritti e parole di grande qualità e umanità. In questo affascinante percorso che ha portato alla nascita del vino denominato «Castello di Solomeo», l’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella – si legge in un comunicato stampa dell’azienda – è stato amabile consigliere di Brunello Cucinelli.

Il vigneto Impiantato nel 2011, il vigneto si estende su una superficie di 5 ettari (6 in totale con la parte dedicata ai giardini) in cui si alternano tre tipologie diverse di suolo: alluvionale argillo-sabbioso, alluvionale argillo-limoso e marnoso arenaceo, ciascuna abbinata con accuratezza ad uno specifico vitigno coltivato. È in grado di produrre circa novemila bottiglie per anno.

Il «Castello di Solomeo» Le uve scelte per il «Castello di Solomeo» sono Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da cui nasce il prestigioso blend bordolese, a cui viene aggiunto il vitigno Sangiovese come tributo alla cultura e alla tradizione vitivinicola del Centro Italia. Da questa unione nasce un vino strutturato e al tempo stesso ricco di morbidezza. Le oltre 20.000 piante che si snodano lungo i filari ondulati del vigneto di Solomeo vengono curate ogni giorno con l’obiettivo ultimo di garantirne massima longevità e benessere. Una filosofia agricola «secondo natura» che mette in pratica la saggezza conservata nelle mani, unendola alla scienza della tecnica e alla sensibilità dell’animo umano. La scelta di disporre i filari seguendo un disegno a onda rende il vigneto simile ad un «giardino» che necessita di una periodica e specifica manutenzione manuale e permette alle piante, grazie alla loro esposizione, di ricevere la massima quantità di luce favorendo l’arieggiamento. Inoltre, un ruolo di grande importanza è svolto dalle operazioni di selezione e diradamento dei grappoli sin dalle prime fasi fenologiche.

Le parole di Cucinelli «Ieri sera, in questo luogo così ricco di storia e di fascino quale è nella nobilissima Milano il palazzo dell’Istituto dei ciechi – è il commento di Brunello Cucinelli – è stato davvero emozionante assaporare il primo sorso di questo vino almeno per me molto, molto speciale che è nato dalla nostra terra e da un lavoro di grande attenzione e passione. Nel nostro Solomeo abbiamo dedicato cinque ettari a viti che vengono coltivate secondo i classici princìpi della viticoltura, che io considero una vera e propria arte e mi piace pensare che le nostre uve possano finalmente raccontare anche la loro storia di bellezza. Credo che non vi sia niente di più bello che condividere con gli amici di una vita e le persone care questo prezioso frutto, nato da una lunga opera di cura e di custodia. Proprio come avveniva nell’antica Grecia, mi piace immaginare che questo nostro vino possa allietare i più piacevoli simposi di persone che rinnovano questo umanissimo rito. Con l’opera Sofisti a banchetto di Ateneo, del resto, è bello ricordare che proprio «sul mare colore del vino Dioniso ha condotto quanto di buono c’è per gli uomini».

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