lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 07:00

Booking al contrario e made in Umbria: la start up che già piace a 15 mila albergatori

Progetto da 25 mila euro online da due settimane, il cliente fa l’offerta: «Così riduciamo camere invendute e l’ospite risparmia»

di Chia. Fa.

Come Booking, ma al contrario e made in Umbria. Si chiama Bookyourprice ed è la start up nata a Foligno quattro mesi fa, ma online solo da un paio di settimane, che propone una ricetta per far crescere il tasso di occupazione delle camere delle strutture ricettive italiane, facendo contemporaneamente risparmiare i clienti. Gli ospiti, infatti, sono chiamati a fare un’offerta per il soggiorno, indicando il prezzo che sono disposti a pagare, il primo albergatore che accetta, conferma la prenotazione: come Booking, ma al contrario.

Bookyourprice Dietro al progetto d’impresa da 25 mila euro, al momento in fase di approvazione nell’acceleratore Luiss Enlabs, ci sono i folignati Alberto Fecchi, Pierangelo Testa e Riccardo Pizzoni, più il romano Carlo Castellano. Bookyourprice piace e ha già incassato l’adesione alla piattaforma di oltre 15 mila alberghi distribuiti in tutte le regioni italiane, Cuore verde compreso naturalmente. A Umbria 24 Fecchi sostiene che «la reazione degli hotel è molto positiva, direi che sono entusiasti del servizio proposto. Un esempio? Il primo giorno di mail marketing, strategia comunque molto poco efficace, abbiamo contattato 150 strutture e il 70 per cento di queste hanno letto e si sono subito registrate al portale, mentre una trentina di albergatori hanno chiamato telefonicamente per conoscere ulteriori dettagli».

La start-up Bookyourprice è sviluppato per permettere al cliente di fare una o più offerte per il pernottamento senza registrazione, che gli albergatori possono confermare o ignorare in base alla camere invendute: il primo che conferma la prenotazione accetta l’ospite e il prezzo messo sul tavolo. Il meccanismo permette al cliente dell’hotel di spuntare sicuramente un prezzo più basso di quello di listino e al titolare della struttura ricettiva di aumentare il tasso di occupazione delle proprie camere senza abbassare la tariffa e quindi la qualità percepita: «Il progetto – spiega Fecchi – nasce da due esigenze fondamentali, da una parte, ridurre l’invenduto degli hotel che in Italia gira intorno al 32 per cento giornaliero e, dall’altra, permettere agli utenti di risparmiare in fase di prenotazione, evitando che per spendere meno ripieghino su alternative come AirBnB, che offre appartamenti e stanze». Ovviamente il servizio appena lanciato è più economico di Booking, che ha la commissione tra il 20 e il 25 per cento, mentre la versione al contrario made in Umbria chiede il 15 per cento. Si cercano investitori, perché gli hotel sono pronti, ma occorre darsi da fare per far conoscere il progetto: «Abbiamo già qualche interessamento».

@chilodice

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