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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 10:50

Bolletta da 2,6 milioni alla Cartiere di Trevi: «Non trovo il gas, a ottobre chiudiamo»

«Troverete i cassetti della spazzatura pieni di carta perchè noi non la ritireremo»

di M.T.

Una bolletta da 1,2 milioni a luglio e un’altra, prevista, da 2,6 milioni per agosto, rispetto ai 500 mila dello scorso anno. E’ quello che si attende Franco Graziosi, amministratore delegato delle Cartiere di Trevi, 20 milioni di fatturato nel 2020 e una settantina di dipendenti, unica cartiera dell’Umbria. Intervistato, lunedì sera, su Rete 4 da Quarta Repubblica, ha detto di essere a rischio chiusura al primo ottobre se entro il 15 settembre non si trovano le modalità di chiudere il contratto di fornitura del gas.

La sua è un’azienda energivora, il cui anno termico inizia, appunto, al primo di ottobre, e la sua storica azienda fornitrice a cui paga dagli «otto ai dieci milioni l’anno di energia, non garantisce la fornitura o per reale disponibilità o per mancanza di garanzie». «Questo per noi significa guerra energetica – ha detto – il Governo deve trovare una soluzione oggi, non domani – ha aggiunto – altrimenti a bloccarsi non è soltanto la cartiera di Trevi, ma tutte le cartiere italiane, che valgono 25 miliardi l’anno, più dell’uno percento del Pil, il cui blocco significa, trovare gli scaffali dei supermercati pieni di carta igienica spagnola e i cassonetti della spazzatura pieni di carta che noi non ritireremo, perchè i nostri impianti restano fermi». La sua proposta è che con un decreto del Governo, il gas prodotto in Italia viene ceduto ai gasivori, chi cioè consuma gas naturale più di 1Gwh. Poi un Price cap per controllare la speculazione: «In Italia abbiamo il costo dell’energia più alto d’Europa».

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