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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 11:28

Birra italiana al 100% con la filiera del luppolo dal cuore umbro: il programma del convegno online

Interventi di Mise, Mipaaf, Regione Umbria, Assobirra, Unionbirrari e Consorzio birra: circa 300 le adesioni anche di homebrewer e birrifici artigianali

Luppolo in Umbria

“Finalmente il sogno che sta dietro al progetto ‘Luppolo Made in Italy’ oggi è realtà”. Dopo due anni di sperimentazione in campo e tre anni di attività. Tutto è pronto, infatti, per far partire la filiera italiana del luppolo per una birra totalmente Made in Italy. Il Luppolo è un prodotto agricolo di grande qualità e di elevato valore aggiunto, una nuova eccellenza nel panorama delle produzioni agricole del territorio nazionale e umbro. La Filiera italiana, con il cuore in Umbria, si propone quindi di rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale, in termini di ricerca, produzione, trasformazione e commercializzazione. Per il convegno di giovedì 29 ottobre dal titolo “Luppolo Made in Italy: la Filiera del Luppolo italiano” – alla luce delle nuove disposizioni nazionali e regionali per contrastare la pandemia – gli organizzatori della Rete di imprese “Luppolo Made in Italy”, con sede a Città di Castello, hanno scelto di svolgerlo online in modalità streaming. L’incontro web sarà diviso in due parti: ore 10 -13 e 14 -17).

Oltre 300 adesioni Garantita quindi una partecipazione in sicurezza ma soprattutto ampia, viste le circa 300 adesioni pervenute. Tra i principali relatori sono confermati rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), del Ministero dell’Agricoltura (Mipaaf), della Regione Umbria, di Assobirra, UnionBirrai e Consorzio Birra Italiana. Hanno già dato l’adesione anche molti homebrewer, birrifici artigianali, nonché diversi manager delle multinazionali proprietarie dei marchi italiani, grandi players del mercato della birra e del mondo della produzione e altri ancora visto che come pubblico ci saranno anche aziende agricole, agronomi, e appassionati di birra. Per iscriversi basta andare sulla pagina dedicata del sito e compilare il form. Successivamente si riceverà il link per accedere alla diretta live sulla piattaforma Zoom.

Programma Con l’obiettivo di costruire alleanze e sinergie per dare vita ad una Rete nazionale del Luppolo Italiano, all’incontro del 29 ottobre parteciperanno quindi esponenti delle istituzioni regionali, dei ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo economico, oltre a rappresentanti di enti e associazioni di settore che compongono la filiera. La prima sessione (ore 10-13) si aprirà con la relazione di Stefano Fancelli, presidente della Rete di Imprese ‘Luppolo Made in Italy’, cui seguiranno i saluti istituzionali del sottosegretario del Mipaaf Giuseppe L’Abbate, e dei sindaci di Città di Castello (Luciano Bacchetta), San Giustino (Paolo Fratini) oltre a quelli dell’assessore del Comune di Perugia Gabriele Giottoli. A seguire ci saranno le relazioni di Luca Stalteri, responsabile agronomico LMI e produttore Biologico, e Giuseppe Perretti, direttore del CERB dell’Università degli studi di Perugia. Poi gli interventi di due aziende della Rete (Aboca, Gruppo Cooperativo Agricooper), di Francesco Martella, presidente Ordine Agronomi dell’Umbria e di Marcello Serafini, amministratore unico Parco3A. L’intervento conclusivo sarà quello dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni. La seconda sessione (ore 14-17) prevede come interventi quelli di Michele Cason, presidente di Assobirra, di Andrea Soncini UnionBirrai e di Teo Musso, presidente del Consorzio Birra italiana. Per la parte politico istituzionale in programma ci sono i saluti del sottosegretario del MISE Gian Paolo Manzella, dell’On. Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, e del Consigliere regionale Valerio Mancini, presidente della II Commissione permanente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Successivamente toccherà ad Alessio Saccoccio per la presentazione di Idroluppolo Start-up innovativa che si occupa della produione indoor. Presentazione anche del progetto di GOI basato in Emilia Romangna a cura di CLI Cooperativa Luppoli Italiani con la presidente Michela Nati, di Fabrizio Fantini esperto di tracciabilità e di UniParma (Tommaso Ganino). In scaletta anche gli interventi di IHC Italian Hop’s Company con Eugenio Pellicciari, di AIAB con Vincenzo Vizioli, di Cia Umbria con il presidente Matteo Bartolini e di CGIL FLAI Umbria con Michele Greco.

Rete e filiera Modalità online del convegno che non arresta quindi il “lancio” della filiera italiana del luppolo che si propone così di rappresentare un punto di riferimento a livello nazionale per capacità di innovazione, efficienza, competitività nel mercato globale e qualità certificata del prodotto. Innovazione e sostenibilità sono le parole chiave della Rete composta da 12 aziende agricole, agroalimentari e di innovazione tecnologica che dall’Alto Tevere hanno iniziato a muovere i primi passi per una agricoltura d’eccellenza: dalla produzione della birra e non solo, sono tanti i campi di applicazione. Rete e filiera sostenute dalla Regione Umbria, grazie alla Misura sulla cooperazione e innovazione delle Reti di nuova costituzione del Piano di Sviluppo Rurale. La presenza del professor Giuseppe Perretti, direttore del CERB – Centro di eccellenza di ricerca sulla birra dell’Università di Perugia come coordinatore scientifico del progetto Luppolo Made in Italy conferisce poi autorevolezza alla compagine umbra. A dare così solidità scientifica al progetto ci sono infatti sia il CERB, che coordina quindi le attività di ricerca e innovazione, sia il CNR IBBR, un istituto specializzato nella genetica che è riuscito a recuperare solo nel territorio umbro ben 40 ecotipi di luppolo autoctoni. Su queste basi ‘Luppolo Made in Italy’ sta lavorando per la creazione di nuove varietà a base genetica italiana per un prodotto di eccellenza e di altissima qualità. Un progetto di ricerca in cui è centrale il tema dell’innovazione e della sostenibilità (economica, sociale e ambientale).

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