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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 13:08

Bioagricoltura, un «amazon» a km zero per il cibo buono e sano: la scommessa di ‘Bio fast prime’

Tra cibo, salute ed economia i piccoli produttori biologici dell’Umbria entrano nel mercato dei grandi acquirenti grazie ad una piattaforma informatica e logistica

di D.N.

I produttori biologici dell’Umbria si organizzano per agganciare la domanda espressa dai grandi acquirenti: ristoranti, alberghi, strutture agrituristiche, mense scolastiche e aziendali, gruppi d’acquisto. Il tutto senza escludere alcuni settori della Grande distribuzione organizzata sempre più attenta alla produzione di prossimità. Nasce con questo obiettivo Bio fast prime (Bfp), una piattaforma informatica che mette insieme, attraverso la sezione regionale dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica), i produttori di cibo bio per offrire a questo importante segmento di potenziali acquirenti una vetrina delle disponibilità di prodotti “puliti” e a km 0.

Come funziona Ciò consentirà anche ai piccoli allevatori e coltivatori biologici di poter mettere in questo circuito i loro prodotti, che da soli non riuscirebbero a soddisfare la richiesta, e che invece uniti a quelli di tutti gli altri contribuiranno a raggiungere quella massa critica in grado di offrirsi a un tipo di clientela che necessita di grandi volumi. Attraverso l’introduzione di questa piattaforma informatica e logistica, l’agricoltura e la zootecnia bio della regione (produzione e trasformazione) potranno così porsi realisticamente l’obiettivo di incrementare i 75 milioni di valore prodotti annualmente e di portare sulle tavole di sempre più persone prodotti rispettosi dell’ambiente e della salute, dimostrando così che è possibile coniugare qualità e crescita economica. Non solo. Il trattamento degli ordini che verranno effettuati utilizzando la piattaforma informatica verrà curato in maniera da mettere a punto un modello predittivo. Sulla base degli ordini ricevuti in un certo intervallo di tempo cioè, si sarà in grado di programmare il fabbisogno di produzione per il periodo successivo e soddisfare sempre di più questo importante segmento di mercato. La messa a punto di una rete logistica comune consentirà altresì l’evasione degli ordini quasi in tempo reale.

Partner Capofila del progetto, finanziato dal Piano di sviluppo rurale della Regione, è l’azienda agricola Melagrani, di Fabio Berna. I partner sono: Lombrico felice, Soc. Agr. Reno sas, Il Buiolo, Podere della Quercia, Luppolo Made in Italy (rete di imprese). Al progetto partecipa l’Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica tramite i Godo (Gruppi organizzati domanda-offerta). L’infrastruttura tecnologica è stata affidata a due start-up: ETI3 eFaberBee in collaborazione con Par-Tec Spa. Per info: www.biofastprime.it.

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