giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:08

Bcc Umbria pronta al salto, a giorni l’ingresso in Iccrea e vicina la fusione con Banca Cras

Il 9 dicembre l’assemblea ratifica la partecipazione al colosso del credito cooperativo. Poi l’aggregazione e il cambio nome in Banca Centro

Palmiro Giovagnola e Marcello Morlandi

 

«Sta per aprirsi una nuova era per il mondo del credito cooperativo». Definisce così, il presidente della Bcc Umbria, Palmiro Giovagnola, l’assemblea straordinaria che dovrà sancire l’ingresso nel Gruppo bancario Iccrea. Avverrà domenica 9 dicembre al centro congressi del Best Western hotel Quattrotorri di Perugia. E intanto Bcc Umbria si prepara alla fusione con la toscana Banca Cras, banca di credito cooperativo con sede sociale a Sovicille, in provincia di Siena.

Ingresso in Iccrea «Con l’approvazione delle modifiche statuarie – ha detto Giovagnola nel corso di una conferenza stampa nella sede centrale alla banca, a Moiano di Città della Pieve – chiuderemo un percorso iniziato circa due anni fa, a seguito della legge di riforma che ha obbligato le Bcc ad aderire a un gruppo bancario nazionale. Una riforma varata per rispondere in maniera adeguata ai nuovi contesti di mercato, consolidare il sistema del credito cooperativo, rafforzare i requisiti patrimoniali e garantire ancora di più clienti e soci sulla stabilità dell’azienda». «La nascita del Gruppo – ha quindi affermato Marcello Morlandi, direttore generale di Bcc Umbria – è sì una grande sfida ma anche una grande opportunità. Avere alle spalle un forte Gruppo sarà, infatti, un’importante garanzia per tutti; in più Iccrea ci sosterrà nell’introdurre nuove tecnologie e proporre nuovi prodotti e servizi».

Radici e ali E a chi esprime preoccupazioni sul rischio che questo passaggio possa snaturare l’essenza stessa del modello cooperativo così hanno risposto i vertici di Bcc Umbria. «Sono preoccupazioni anche nostre – assicura Giovagnola –, ma la scommessa che ci siamo impegnati a vincere è proprio sul riuscire a mantenere i legami con il territorio e le nostre caratteristiche fondamentali. Il nuovo avanza inesorabile e noi dobbiamo avere le ali per volare e proiettarci sul secolo appena iniziato, dobbiamo riuscire a confrontarci con nuovi sistemi bancari e nuovi prodotti, senza però tranciare le nostre radici. Se il credito cooperativo vuole essere in grado di affrontare con successo gli scenari futuri non dovrà mai perdere la sua identità». «Il nostro compito – ha aggiunto Morlandi – sarà quello di rendere la banca sempre più forte così da riuscire a mantenere il cuore nel territorio in cui siamo nati e ci siamo sviluppati e garantire, come abbiamo sempre fatto, l’accesso al credito a quelle aziende virtuose locali che fanno la ricchezza della nostra regione».

Fusione con Cras A questo obiettivo, il rafforzamento della banca, risponde anche la fusione, sempre più concreta e per questo già discussa negli incontri, con Banca Cras. «Il Gruppo bancario Iccrea – ha spiegato Morlandi – è attualmente composto da 144 banche che, entro due anni, dovranno ridursi a non più di 50. Con questa aggregazione non facciamo altro che anticipare questo trend, scegliendoci però la controparte in grado di darci più garanzie e a noi più vicina territorialmente e idealmente. Il contesto economico e normativo è cambiato profondamente e sono necessari una nuova visione strategica, nuove dimensioni e nuovi modelli di business. Il sistema bancario si sta concentrando e disintermediando: noi dobbiamo essere bravi a mantenere la nostra territorialità e la nostra efficienza e questo si può ottenere anche e soprattutto con le aggregazioni». L’ipotetico nuovo istituto, che proprio per la sua dimensione macroregionale potrebbe prendere il nome di Banca Centro, manterrebbe la direzione generale a Moiano con presidi territoriali a Mantignana e Sovicille. Conterebbe quasi 17 mila soci, oltre 60 filiali, 400 dipendenti e un patrimonio netto di 160 milioni di euro.

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