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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 20:17

Ast verso il tavolo del Mise, fardello Indonesia e altri nodi: sindacati dal prefetto

Tubificio in ripresa, ma viale Brin continua a trattare bramme provenienti dal Sud-est asiatico: ultimo giro di assemblee

di Marta Rosati

Il recente sciopero proclamato da Rsu e sindacati ha fatto registrare una così massiccia adesione da parte dei lavoratori Ast, che tutti gli impianti hanno subito uno stop; segno che le maestranze sentono l’esigenza di manifestare il proprio disagio verso i vertici societari, come conferma il clima delle assemblee che termineranno nella giornata di venerdì 5 aprile. Le ragioni, alla base della protesta, sempre le stesse: la mancata redistribuzione degli utili; un piano industriale non ancora messo nero su bianco e annunci poco rassicuranti sul futuro del sito siderurgico; sia dal punto di vista occupazionale che di investimenti e produzioni.

Spettro Indonesia Si allungano nel frattempo sempre di più le ombre di una concorrenza asiatica che a lungo andare rischia di mettere in ginocchio le produzioni siderurgiche europee. Il dibattito politico è vivo, ma c’è l’esigenza di portare il caso all’attenzione del governo nazionale: quella di lunedì al Ministero dello Sviluppo economico potrebbe essere l’occasione buona e comunque, a fronte di un eventuale provvedimento europeo in tal senso, resta da capire gli effetti che questo avrebbe sull’import di Ast. Fosse riferito esclusivamente ai prodotti finiti, la categoria dei semilavorati che tratta l’acciaieria ternana potrebbe non essere sfiorata. Secondo indiscrezioni, lo stesso numero uno di Ast, in un incontro del tutto informale, avrebbe affrontato l’argomento con i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria me nulla trapela. Nel pomeriggio di giovedì intanto, i numeri uno di Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb, saranno in prefettura per aggiornare il massimo esponente del governo sul territorio sulla situazione dell’acciaieria ternana, dove recentemente, come denunciato dalle Rsu, si sono anche verificati numerosi infortuni: è a Palazzo Bazzani che è stato siglato il protocollo sicurezza.

Ast al Mise In questo contesto, in cui a detta dei sindacati maturano anche situazioni di «organizzazione del lavoro confusa e controproducente», spicca almeno una buona notizia che riguarda il Tubificio. Se mesi fa il sito di Maratta risultava quello più indietro e maggiormente in crisi per una carente domanda, oggi il mercato risulta in ripresa. Questa settimana il capo di Stabilimento Ercole Di Girolamo avrebbe incontrato i delegati sindacali e fatto il punto sulla situazione: per aprile e maggio prevista la saturazione degli impianti, i magazzini si stanno via via svuotando e c’è grande richiesta del tubo marmitta; non si escluderebbero inoltre investimenti sulla produzione del tubo strutturale. Tra i sindacati c’è già chi teme che i lavoratori trasferiti in altre aree del sito siderurgico possano determinare una carenza di personale nello stabilimento di Maratta. Dal summit di lunedì intanto ci si aspetta la consegna di un piano industriale scritto poi le sigle metalmeccanici valuteranno la disponibilità aziendale ad apportare modifiche e quindi le eventuali iniziative da mettere in campo. Restano sempre e comunque d’attualità le questioni ambientali: martedì, sempre a Roma, in programma la presentazione del progetto scorie.

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