mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 23:36

Tapojarvi, team di ingegneri finlandesi in Ast: trattamento scorie acciaieria dal 2021

Autorizzazioni in tasca entro il prossimo dicembre, prime interlocuzioni con potenziali clienti ma c’è vuoto normativo

di Mar. Ros.

Cinquanta milioni di investimento «perché il cliente (Ast ndR) è serio e affidabile»; team di ingegneri sul posto ­«per la fase di start-up» poi «utilizzeremo la forza lavoro attualmente dipendente Ilserv», ma resta per ora il rebus dei numeri. «Troppo presto per fare previsioni ma i rapporti con i sindacati sono buoni». In corso l’iter autorizzativo sul tavolo della Regione: «Contiamo di ottenere tutti i nulla osta del caso entro l’anno, poi serviranno 12 mesi per installare gli impianti. La messa in esercizio non prima di inizio 2021».

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LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO A ROMA

Trattamento scorie Ast Questi alcuni dettagli della missione che Tapojarvi sta per intraprendere all’interno dell’acciaieria di Terni; comincerà col recupero di un 25% del totale di scorie prodotte ma l’obiettivo è il 90% nel giro di qualche anno «perché dei potenziali acquirenti del prodotto finito ci sono e abbiamo già avviato interlocuzioni con loro, il mercato per ora è limitato a Umbria e Lazio; il problema è che non esiste legislazione italiana su questo tipo di commercializzazione». C’è insomma un vuoto normativo. È quanto emerso nel corso di una presentazione in Confindustria venerdì mattina, alla presenza di amministratore delegato di Tapojärvi Italia Martti Kaikkonen, Chief Commercial Officer Henri Pilvento e Roberta Bontempo, responsabile delle risorse umane di Tapojärvi Italia.

Cambio appalto Rassicurazioni da parte dell’azienda sui livelli occupazionali, dopo che Ast ha dovuto garantire per gli otto già esclusi da Global service: «Nessuna chiusura. Chiaro che adegueremo l’organico alle nostre esigenze di lavoro ma la volontà è di utilizzare al meglio le risorse esistenti sul territorio. Quanto al vuoto normativo, che chiaramente esula dalle competenze Tapojarvi, quello dell’azienda specializzata in valorizzazione di sottoprodotti industriali (750 mila tonnellate/anno con 438 dipendenti di età media 36 anni), sembra un salto nel vuoto. In Finlandia e Svezia questo problema non esiste e allora abbiamo chiesto un paragone tra gli investimenti in Italia e quelli nei paesi scandinavi: «I progetti sono progetti, dietro ci sono le persone. Se l’obiettivo è comune, chi siede al tavolo, in qualunque parte di esso si trovi, lavora per raggiungerlo». Ottimismo finlandese.

@martarosati28

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