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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 01:28

Ast, summit in vista del green pass obbligatorio: fronda di operai agita spettro della malattia

Azienda non disposta a pagare i tamponi, nella primavera del 2020 la paura del contagio ha stoppato area a caldo

Foto Umbria24

di M.R.

Il Coronavirus sembra destinato ancora a decidere l’andamento della produzione di Acciai speciali Terni. E non sarà certo un caso isolato, ma essendo la più grande industria dell’Umbria, come sempre fa notizia. Non ci sono fonti ufficiali che lo confermano, e del resto non potrebbe essere altrimenti, ma sembra che dopo le scarse aperture del management a contravvenire alle esigenze di chi liberamente sceglie di non vaccinarsi contro il Covid-19, alcuni lavoratori, con un tam tam social via Telegram, si starebbero organizzando per presentare qualche strategico buono di malattia dal momento in cui il green pass sarà effettivamente obbligatorio anche per i lavoratori del settore privato.

Buoni di malattia in arrivo Una forma di protesta con tale modalità non è peraltro nuova nella storia recente di Acciai speciali Terni e anche nel marzo 2020 era legata al Covid-19. Allora c’era la paura del contagio e si chiedeva lo stop degli impianti per sempre maggiori e più efficaci misure volte a contrastare la diffusione del virus e, dopo due giorni di sciopero proclamato dai sindacati, l’azienda si ritrovò costretta a mantenere ferma l’Area a caldo dello stabilimento per carenza di personale, proprio per i numerosi certificati medici ricevuti (l’Ordine dei medici in quell’occasione, pur senza un riferimento diretto al caso acciaieria, diffuse un comunicato con appello a tutti i cittadini perché non facessero pressione per chiedere certificati medici). Il riproporsi di una simile situazione nulla avrebbe a che vedere con l’operato dei delegati sindacali che, nel rispetto dei ruoli e delle scelte del Governo, nei giorni scorsi hanno aperto un confronto coi vertici aziendali non ancora terminato e, seppure rammaricati dell’assenza di una certa elasticità da parte degli apicali di viale Brin su tamponi e condivisione di tesi sull’opportunità del vaccino (per il quale Ast si è fatta promotrice di una propria campagna aprendo un punto somministrazioni aziendale), ai lavoratori si sono limitati a chiedere il rispetto del Ccnl denunciando eventuali forzature da parte dell’azienda. All’entrata in vigore delle nuove disposizioni mancano ancora circa dieci giorni, per i dettagli c’è ancora tempo e l’azienda deve incontrare nuovamente Rsu e Rls di fabbrica. Nel frattempo Acciai speciali Terni, che nel periodo di maggiore diffusione e aggressività del Covid ha ottenuto riconoscimenti per le misure adottate, ha anche inteso riconoscere alle maestranze un premio economico per il lavoro portato avanti nel contesto pandemico.

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