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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 21:13

Ast, 200 esuberi tra dipendenti e interinali ma sindacati frenano: «Prima il piano»

Nuovo tavolo al Mise a marzo, management tira dritto verso il ridimensionamento. Metalmeccanici: «Vertice insoddisfacente»

 

di M. R.

Nessun piano industriale presentato, ma una conferma del ridimensionamento di occupati, volumi produttivi e investiventi. Il numero uno di Ast Massimiliano Burelli, al tavolo ministeriale di fronte al vice capo di Gabinetto del Giorgio Sorial, non ha fatto altro che ribadire le linee guida che caratterizzanno il prossimo futuro, giustificando la sostanziale riduzione con un contesto difficile di mercato europeo e mondiale. Rispetto agli incontri romani in albergo emerge inoltre che in verità gli esuberi non sono solo un’ottantina bensì 203, di cui 68 dipendenti diretti e 135 interinali che.

Piano di indebolimento Da parte sua il governo ha dichiarato la strategicità delle produzioni di inox partendo dallo stabilimento di Terni e per questo si è impegnato a mettere in campo strumenti tecnici ed economici per efficienza, innovazione ed ambiente, ma nello specifico non è chiaro quali misure voglia adottare. Ast da parte sua ha annunciato da qui al 2020, 20 milioni di investimenti per l’Ambiente, progetto scorie a parte. In tutto, 57 milioni nel biennio. Sul volume di fuso ha confermato 940mila tonnellate di acciaio liquido all’anno, organico pari a 2.300 dipendenti. La stessa azienda ha avanzato richiesta di impegno da parte del Governo e di sostegno delle organizzazioni sindacali, per il mantenimento degli incentivi per l’approvvigionamento energetico delle aziende energivore, e di un piano più ampio e articolato di sostegno per il settore siderurgico, alla luce della situazione dei mercati; Ast si impegna inoltre ad aumentare la capacità produttiva degli impianti di laminazione a freddo del 6% ogni anno mediante investimenti ed attività di miglioramento mirate. Burelli ha inoltre chiesto flessibilità nell’impiego della forza lavoro, per rispondere alle mutevoli esigenze dei mercati, con l’impiego tempestivo laddove richiesto di straordinari, riallocazione di personale e con la formazione e l’impiego della polivslenza.

«Produzione inox strategica a partire da Terni» Al via con un po’ di ritardo l’incontro in via Molise a Roma tra ministero dello Sviluppo economico, sindacati, management Ast, Regione Umbria e Comune di Terni. Per il Mise presente il vice capo di Gabinetto Giorgio Sorial, che segue le vertenze, per Palazzo Donini il direttore allo Sviluppo economico Luigi Rossetti mentre da Palazzo Spada si è mosso direttamente il sindaco Leonardo Latini, che ha chiesto un confronto teso a fare chiarezza sulle numerose ombre che si allungano sul futuro del sito siderurgico. A rappresentare la proprietà Thyssenkrupp, protagonista nell’ultimo anno di svariati colpi di scena e attualmente con una scissione societaria interna, l’ad di Ast Massimiliano Burelli; accanto a lui ci sono il direttore di stabilimento Massimo Calderini, il capo del personale Luca Villa e il numero uno delle raìelazioni esterne Tullio Camiglieri. Presenti anche alcuni parlamentari.

Piano industriale Dalle bramme estere alle strategie industriali dei prossimi anni, nonché la fermata attuale dello stabilimento, non c’è nulla che riesce a tranquillizzare i lavoratori. Organizzazioni sindacali e Rsu, a margine del tavolo hanno ribadito «la non condivisione del progetto aziendale su quelle linee guida abbiamo chiesto formalmente lo svolgimento di un incontro entro la prima decade di marzo con la presentazione di un piano cartaceo sul quale gettare le basi per un ragionamento futuro». Segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb
hanno chiesto esplicitamente che fino allo svolgimento del prossimo incontro, richiesto per marzo, l’azienda non proceda con processi di riduzione e riorganizzazione unilaterali ma gestisca gli scarichi produttivi con gli strumenti già attivati come la cassa integrazione ordinaria. L’azienda si è resa disponibile a mantenere questo impegno.

Palazzo Spada Il sindaco di Terni Leonardo Latini dopo aver partecipato al tavolo insieme all’assessore all’ambiente Benedetta Salvati, ha detto: «Restiamo preoccupati per la mancata presentazione ad oggi del piano industriale da parte dell’azienda pur comprendendo la situazione d’incertezza che grava sui vertici societari di Thyssenkrupp. È chiaro che questa incertezza non può ripercuotersi negativamente sulla produzione e sui livelli occupazionali, così come prospettato nelle linee generali esposte dall’azienda. Per questo confidiamo, come anticipato, che ci siano chiarimenti significativi già a partire dal prossimo incontro programmato al Mise per la prima decade di marzo. Come amministrazione valutiamo positivamente la posizione del Governo che al tavolo di oggi ha confermato di considerare l’inox una produzione strategica per il nostro Paese e soprattutto ha indicato gli stessi stabilimenti ternani come sito strategico non solo per TK, ma anche per lo stesso Governo. In questo senso – riferisce ancora il sindaco – il Governo ha condiviso la necessità di sostenere le industrie energivore, come Ast, al fine di garantire lo sviluppo e l’occupazione, nel contempo ha dato la disponibilità a valutare la possibilità di produzioni alternative nel campo dell’acciaio».

Fiom Cgil «Le linee guida illustrate oggi dall’azienda – hanno dichiarato Rosario Rappa, segretario nazionale, e Mirco Rota, coordinatore nazionale della siderurgia per la Fiom – riguardanti occupazione, produzione e investimenti non ci hanno convinto. Sia perché si riducono i volumi da produrre rispetto al vecchio piano, sia perché si riduce l’occupazione, con 68 esuberi tra i diretti e i 136 interinali, e sia perché non c’è chiarezza per quanto riguarda la qualità e l’efficacia degli investimenti. Inoltre – continuano – rimangono forti dubbi per quanto riguarda il proposito aziendale di procedere con alcune terziarizzazioni, ad oggi non specificate. Abbiamo richiesto ad Ast di poter avere un testo che riassuma le linee del piano industriale. È stato convenuto un incontro in sede ministeriale, che dovrebbe essere calendarizzato nella prima metà di marzo, nel quale l’azienda si è impegnata a produrre un piano industriale dettagliato. Per evitare di trovarci davanti a situazioni sgradevoli – concludono Rappa e Rota -abbiamo chiesto al governo, che ha dichiarato di ritenere strategica l’azienda e la sua produzione di acciaio inox, di seguire direttamente la trattativa e all’azienda di non prendere iniziative unilaterali fino al prossimo incontro».

Ast e Ambiente  Alla vigilia del tavolo i sindacati erano intervenuti anche sulla quesione ambientale: «Rappresenta un punto di fondamentale importanza rispetto alle scelte strategiche industriali di Ast, ma più complessivamente per la tutela della salute dei lavoratori all’interno del sito e dei cittadini di questa comunità. Da sempre  abbiamo denunciato la pericolosità di contrapporre occupazione e salute, evidenziando, al contrario, come buone pratiche di contrattazione aziendale e territoriale possano far convivere lavoro e sostenibilità delle produzioni. È evidente che questo è fattibile nella misura in cui, come avviene in altre città europee ed italiane, ci siano sostanziali investimenti imprenditoriali in miglioramenti tecnologici e buone azioni legislative nazionali e territoriali, in grado di incentivare pratiche di miglioramento sull’ambiente. Ribadendo che, nella storia ternana, le organizzazioni sindacali hanno fatto molto su questo tema, attraverso accordi e contrattazioni aziendali, pensiamo che la sfida sia ancora aperta e tutta da giocare, per perseguire sempre con più forza un miglioramento complessivo delle condizioni su Salute-Ambiente-Sicurezza».

Acciai speciali Terni «Tutti questi temi rappresentano per noi il vero ‘manifesto sindacale’ sul quale confrontarsi e lavorare seriamente, senza annunci e slogan. Notiamo con piacere come oggi, dopo molto tempo, a fronte dell’acuirsi di un dibattito politico e cittadino, spesso strumentale, alcune dichiarazioni sui temi da noi esposti convergano sulle nostre posizioni. Come organizzazioni sindacali ribadiamo che, come sempre, partendo dal nostro punto di vista siamo pronti a confrontarci con tutti i soggetti che hanno a cuore le sorti dell’industria e di questa comunità, ritenendo l’esperienza fatta e le idee che abbiamo un serio valore aggiunto per i temi trattati. Forse è arrivato il momento, come abbiamo più volte richiesto, di uscire dalle dichiarazioni istituzionali personali e dalle prese di posizione strumentali, avviando un serio lavoro di squadra e di sistema per rispondere in positivo al consolidamento e allo sviluppo delle produzioni siderurgiche sul territorio, ma soprattutto alle esigenze dei lavoratori che ancor prima , insieme a molti altri, sono cittadini».

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