mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:08

Ast recupera calore dal laminatoio e lo trasforma in vapore per produzione di inox

Intervento Avvenia, 4 milioni di investimento e 100 ingegneri specializzati: impianto progettato e avviato in meno di un anno

di M. R.

Meno di 12 mesi trascorsi dalla progettazione all’avviamento del nuovo impianto GVR, 15 imprese locali coinvolte a vario titolo nella realizzazione dei lavori, oltre 100 professionisti tra ingegneri e ticnici di vario tipo, un investimento pari a 4 milioni di euro. Sono i numeri del nuovo impianto inaugurato dall’acciaieria Ast di Terni e realizzato da Avvenia, società del gruppo Terna. Si tratta di «un intervento – ha spiegato il management aziendale – che permette di ottimizzare le performance qualitative e ambientali nella produzione». Ast d’ora in poi recupera una quantità di calore, dall’attività del laminatoio a caldo (quindi senza combustibili fossili), tale da produrre il 70% del vapore necessario nel ciclo produttivo.

Giù le emissioni di anidride carbonica Il nuovo impianto, per il quale è stato innalzato di cinque metri il camino di Ast (oggi misura 70 m), apporta benefici al territorio: «Contenendo i consumi di metano – è stato spiegato  – Ast ridurrà le emissioni di CO2 in atmosfera per un quantitativo pari a 30 mila tonnellate annue. Verrà ora gestito completamente dai tecnici di Ast, formati dagli esperti di Avvenia nell’uso della piattaforma di monitoraggio e diagnosi Diana, software proprietario della società di servizi energetici». La cerimonia di presentazione si è tenuta presso l’impianto di Terni. Per Ast hanno partecipato l’amministratore delegato Massimiliano Burelli, il direttore di stabilimento Massimo Calderini e il direttore dell’ente Energia Mauro Grigoletto. Per Avvenia, presenti Luca Piemonti e Francesco Campaniello, rispettivamente ad e dg.

La produzione di vapore Per il proprio ciclo produttivo lo stabilimento Ast di Terni utilizza oltre 230 mila tonnellate di vapore all’anno che, normalmente, viene prodotto con combustibili fossili all’interno di caldaie. Già dalla fine degli anni ‘80 oltre il 30% di questo vapore è prodotto attraverso recuperi di calore, evitando, per quanto
possibile, emissioni in atmosfera. Con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e al contempo aumentare la propria sostenibilità, AST ha individuato la possibilità di incrementare la produzione di vapore recuperato da cascami termici. «Per dare una dimensione del miglioramento apportato – è stato spiegato alla presentazione – le 30 mila tonnellate annue di CO2 non immesse, corrispondono ai consumi di 15 mila famiglie: dunque, è come se un terzo degli abitanti di Terni non utilizzasse più il gas naturale per soddisfare i propri
fabbisogni energetici».

Innovazione e sostenibilità «Negli ultimi 5 anni – ha ricordato l’amministratore delegato Massimiliano Burelli – Ast ha investito oltre 25 milioni di euro in progetti ambientali e spende 30 milioni ogni 12 mesi per la sola gestione
dell’ambiente. AST si candida a diventare un esempio all’avanguardia di quell’economia circolare molto discussa nei convegni, che ora dovrà essere praticata nella vita delle aziende». Luca Piemonti, numero uno di Avvenia (Energy Service Company del Gruppo Terna): «Siamo orgogliosi di aver progettato e realizzato per una grande realtà industriale come Ast questo importante intervento che coniuga innovazione, tecnologia, efficienza energetica e sostenibilità ambientale, con benefici anche a vantaggio dei lavoratori e dei cittadini. Un progetto, il primo in Italia nel suo genere, che ha consentito ad Avvenia di mettere a frutto il distintivo know-how e l’elevata esperienza maturati in questi anni nell’ambito dell’efficientamento energetico, settore che sempre più svolgerà un ruolo chiave nella transizione in atto nel sistema energetico».

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