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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 19:49

Ast piena di ordini ma il Covid frena la produzione: quasi 200 i dipendenti positivi

In area a caldo una linea marcia a turni ridotti, preoccupa il trend contagi: attualmente fuori il 10-15% della forza lavoro

di Mar.Ros.

Il bollettino giornaliero dei contagi sulla forza lavoro totale arriva in serata e i numeri nelle ultime settimane sono via via crescenti. A preoccupare i vertici dell’acciaieria di Terni infatti non è tanto la quota dei casi di positività e delle quarantene, o isolamentio fiduciari quanto piuttosto il trend contagi. Ast è piena di ordini almeno per i prossimi cinque mesi ma gestire le commesse con l’incognita della forza lavoro, già riodotta del 10-15% non è semplice: domenica sera, su 2.350 dipendenti totali, i positivi risultavano 177 e a questi vanno aggiunti gli 83 attualmente in quarantena.

Acciai Speciali Terni L’attuale fase pandemica ha già comportato, a partire da questo lunedì, la riduzione a 15 turni di un’intera linea produttiva dell’area a caldo, quella che fa riferimento al forno 4. L’imprevedibilità dei contagi nelle prossime settimane tiene sulle spine il numero uno del colosso siderurgico di viale Brin, Massimiliano Burelli, che ha avuto modo di dichiarare ai media nazionali come la continuità aziendale sia messa a dura prova. Il sistema risulta più vulnerabile di un anno fa quando con slancio e riconoscimenti di merito, Ast ha superato il picco pandemico mettendo in pratica tutta una serie di misure di prevenzione, culminate con un proprio centro vaccinale, che ha fatto in qualche modo scuola. La produzione ha subito una riduzione netta solo nel reparto Acciaieria ma nell’area a freddo non mancano fermate sporadiche. Si lavora solo in casi di sicurezza garantita e se la forza lavoro dovesse subire un’ulteriore riduzione per effetto della pandemia, sarebbe davvero difficile lavorare anche per una grande fabbrica come Ast, peraltro una delle energivore che speravano in misure di sostegno da parte del Governo sul fronte del caro-bollette. Anche da questo punto di vista però, le cose non vanno secondo speranza. Da sottolineare, comunque che, nonostante i timori per la produzione e gli ordini da evadere, Ast per i propri dipendenti ha scelto la linea di massima cautela e precauzione anche in questa fase, chiedendo una garanzia in più a chi rientra in fabbrica dopo la quarantena.

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