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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:24

Patto Ast, riprende interlocuzione col Ministero «ma non c’è orizzonte temporale»

Piano industriale nel cassetto e istituzioni all’aggiornamento dell’iter per l’Accordo di programma. Fiom: «Aprire il confronto»

di Mar.Ros. 

Il piano industriale annunciato dal cavaliere Giovanni Arvedi per l’acciaieria di Terni non è mai stato approfondito coi sindacati e i tempi più lunghi del previsto che stanno accompagnando la fase di costruzione dell’Accordo di programma tra la direzione aziendale, il ministero dello Sviluppo economico e le istituzioni umbre, avrebbe costretto il gruppo a investire in Bahrain (fuori dai finanziamenti pubblici) per accelerare verso il traguardo: il rilancio del gioiellino italiano dell’inox. Intanto però il confronto con le istituzioni locali e nazionali è ripreso: martedì a Roma assieme al cavaliere, Castano e Caldonazzo, c’erano il sindaco Leonardo Latini e la sua vice Benedetta Salvati. A detta del primo cittadino, si è trattato di un tavolo squisitamente tecnico, teso a individuare tutti gli strumenti agevolativi a favore dell’impresa, sia nazionali che europei. «Accanto a questi – spiega a Umbria24 – il Comune mette gli interventi sulle opere infrastrutturali già programmati». Secondo quanto riferito da Latini, i vertici aziendali Ast avrebbero spinto per chiudere nel più breve tempo possibile ma una deadline vera e propria non sarebbe stata concordata.

Arvedi-Ast Nonostante non sia stato ancora definito il nuovo governo, quindi pur essendo attualmente sconosciuto il nome di chi prenderà il posto del ministro Giancarlo Giorgetti, i funzionari del dicastero hanno ripreso la discussione con Regione, Comune e management Ast, proprio sull’Accordo al quale la nuova proprietà dell’acciaieria ha vincolato l’investimento da un miliardo di euro. Sul tavolo della discussione, come noto, le infrastrutture, le misure per ammortizzare i costi dell’energia, i sistemi per incentivare la decarbonizzazione e favorire la sostenibilità ambientale, nell’ambito di un’economia sempre più circolare e green, nonché il cosiddetto piano sociale per gestire la fase di realizzazione dei lavori interni al sito. Alla comunità ternana interesserà poi conoscere anche quali garanzie porrà il gruppo industriale rispetto alle risorse pubbliche che gli verranno riconosciute.

Attriti coi sindacati Prosegue in questo percorso l’esclusione dei rappresentanti dei lavoratori che cercano di tenere alta l’attenzione su tutto il microcosmo Ast che va dalla gestione del lavoro, della produzione e delle commesse, fino al sistema degli appalti e il tema di salute e sicurezza. Sui diversi aspetti nei giorni scorsi le Rsu di fabbrica hanno manifestato un profondo disagio, rappresentato ai vertici aziendali tramite una nota che ha mandato su di giri gli uomini ai piani alti di viale Brin. Alla lettera che poi la direzione ha inviato ai segretari territoriali delle cinque organizzazioni rappresentate, per respingere in qualche modo le accuse mosse dai delegati, non è seguita altra corrispondenza, ma il congresso Fiom alle porte ha innescato una girandola di assemblee e fatto registrare la presenza del segretario nazionale Michele De Palma. Qui il suo intervento. Qui le foto del presidio alla portineria centrale dell’acciaieria.

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