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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 11:54

Terni, consiglio chiede videosorveglianza camini Ast e Nevi: «Fermate l’Indonesia»

Dal governo lettera alla commissione europea per i dazi, girandola di assemblee in fabbrica e lunedì vertice al Mise

di M. R.

«Non abbiamo neanche fatto in tempo a stendere i tappeti rossi ai cinesi che già siamo alle prese con un problema gravissimo che rischia di mettere in ginocchio le nostre produzioni di acciaio inox di tutte le aziende siderurgiche italiane, vittime di una massiccia ‘invasione indonesiana’». Così nei giorni scorsi il deputato ternano di Forza Italia Raffaele Nevi, che mercoledì mattina ha presentato su questa materia un’interrogazione. La vicenda riguarda direttamente anche Acciai speciali Terni: «Di Maio ammonisce Nevi – per ora non ha fatto nulla». Il sottosegretario alle attività produttive, Crippa, mercoledì ha risposto in aula che «il governo italiano, insieme a quello belga e francese hanno inviato una lettera alla commissione europea sollecitando l’introduzione di misure di salvaguardia (dazi) sull’ Indonesia». Lo stesso Nevi ha sottolineato «l’importanza di essere veloci».

Camini Ast videosorvegliati Nel frattempo il consiglio comunale di Terni ha finalmente affrontato il tema di carattere ambientale riguardante la stessa Ast: la massima assise cittadina, martedì pomeriggio, ha approvato all’unanimità l’atto proposto dal consigliere Thomas De Luca del M5s e poi fatto proprio dall’intera seconda commissione, sull’opportunità di videosorvegliare i camini di Ast. Il dispositivo recita gli impegni ai quali è chiamato l’esecutivo di Palazzo Spada: «Richiedere alla Regione la possibilità di imporre nell’ambito del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale del polo siderurgico, l’installazione di tutti i sistemi per la sorveglianza di eventuali emissioni fuggitive non captate, convocare la proprietà dell’Acciai Speciali Terni per un confronto nell’ottica della massima collaborazione e trasparenza per la tutela dello ambiente e della salute dei cittadini affinché attraverso un protocollo d’intesa si possa prevedere un sistema di monitoraggio visivo e non, anche con i più sofisticati sistemi di controllo di ultima generazione, che abbia come fine quello di controllare origine, frequenza, durata delle emissioni fuggitive non captate, in modo tale che i dati raccolti da questo monitoraggio possano essere utilizzati per intervenire sulla causa di tali fenomeni in modo da eliminare definitivamente la problematica».

Numero verde ambiente Ast Tra le richieste inserite nell’atto di indirizzo politico approvato da tutti i gruppi consiliari, anche quella di «coinvolgere la cittadinanza nel controllo partecipato del territorio e nella prevenzione dei rischi industriali attraverso l’istituzione di un numero verde». A questo proposito Umbria24 ha fatto una verifica all’800.063.966 e scoperto che il servizio per le segnalazioni di carattere ambientale attivato dalla stessa azienda di viale Brin, tre anni fa, è tuttora attivo. All’interno della fabbrica, reparto per reparto, proseguono intanto le assemblee dei lavoratori in vista del summit al ministero dello Sviluppo economico fissato per lunedì 8 aprile. Il giorno successivo, nell’agenda della grande acciaieria di Terni è segnato il vertice romano, nella sede dell’ambasciata finlandese, per la presentazione ufficiale del progetto scorie.

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