mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 16:22

Ast, confronto decisivo per l’accordo sull’integrativo: trattativa riprende martedì

Assemblee agli sgoccioli: intesa sottoscritta al Mise supera l’esame dei lavoratori, martedì si chiude il cerchio col Tubificio

 

di M. R.

Apetura delle trattative sulla piattaforma integrativa da oltre 4 milioni ma non basta un solo appntamento: le parti torneranno a incontrarsi alle 11 di martedì.

Acciaieria Terni Al via nel pomeriggio di lunedì il confronto al vertice Ast tra il capo del personale Luca Villa e i delegati Rsu delle sei sigle rappresentate all’interno dell’acciaieria di Terni (Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Uilm e Usb). I sindacati lavoratori hanno il compito di stringere sul contratto integrativo: un accordo, col dettaglio delle modalità di erogazione del premio ai dipendenti, da parte dell’azienda, deve essere sottoscritto entro venerdì 28 giugno. Ore decisive per tornare ai piani alti di viale Brin di fronte alla direzione di Acciai Speciali Terni. Al Mise, per questo capitolo, concordate solo le linee guida con un budget massimo di 4 milioni e 100 mila euro.

L’accordo Ast Nel frattempo la girandola di assemblee sta per volgere al termine e, da quanto emerge, in fabbrica è stato accolto positivamente sia per i segnali di prospettiva in esso contenuti sia per il fatto che sul reparto impiegatizio si è ottenuto di evitare la procedura di licenziamento collettivo, favorendo in alternativa le uscite volontarie. A fornire una risposta più dettagliata sull’argomento è il segretario della Uilm Terni, Simone Lucchetti: «C’è una condivisione quasi totale degli elementi di garanzia inseriti all’interno dei due documenti sottoscritti al ministero, con la consapevolezza che si tratta di un accordo di breve durata che mette sì in salvaguardia Ast, ma in un momento in cui la Casa madre Thyssenkrupp si sta riposizionando e sta attuando una ristrutturazione di cui ancora non conosciamo i dettagli. Chiaramente questo deve mettere in allerta tutti i firmatari dell’accordo e principalmente il ministero che deve vigilare sulle scelte e le dinamiche della multinazionale che potrebbero anche andare sulla direzione di una strategica vendita per recuperare liquidità. Ripartendo dagli accordi sottoscritti, tutti i lavoratori che hanno partecipato alle assemblee, con grande presenza, hanno chiaramente condiviso, ma cercato di indirizzare la redistribuzione del salario con principi che sono stati sempre patrimonio sindacale, quello dell’equità e della solidarietà, riferito alla contrattazione di secondo Livello. A noi spetta l’onere di avviare un confronto che si basi su un valore che interessa a tutti: quello del riconoscimento delle professionalità che sono state tolte ingiustamente nel 2014 e che hanno sempre contraddistinto una discussione con un profilo alto delle stesse».

Piattaforma integrativa A chiudere definitivamente il cerchio degli appuntamenti per l’illustrazione di quanto firmato al ministero dello Sviluppo economico, sarà martedì il Tubificio. Quanto alla piattaforma integrativa: «Secondo me – dichiara Lucchetti a Umbria24 – la difficile discussione che si affronterà potrebbe portare frizioni complicate che rischierebbero di vanificare il lavoro fatto. Il confronto – conclude – serve anche a misurare la disponibilità della direzione aziendale a redistribuire effettivamente la cifra annunciata fra le maestranze». Nei patti che stringeranno le Rsu con la direzione aziendale sarà stabilita anche la modalità di valutazione dell’accordo da parte dei lavoratori. Lo scorso anno per il premio di risultato si andò a referendum.

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