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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 17:29

Asm-Acea sotto la lente di Corte dei conti e Antitrust: pareri entro 60 giorni, closing nel 2023

Illuminazione pubblica, al vaglio l’ipotesi affidamento in house a Terni reti. Salvo complicazioni, primo atto dal notaio a dicembre

di M.R.

Il percorso che ha condotto sino all’approvazione della delibera sull’operazione Asm-Acea, da parte del consiglio comunale, è stato piuttosto lungo e articolato, al punto che il presidente della Terza commissione consiliare, il leghista Federico Brizi, si è rammaricato per il mancato invito alla conferenza stampa indetta dalla multiservizi di via Capponi giovedì mattina. Al secondo piano della biblioteca comunale il presidente Asm Mirko Menecali e il sindaco Leonardo Latini, tra i ringraziamenti di rito hanno condiviso con la stampa l’iter che, dal sì della massima assise cittadina, condurrà le parti al closing della partnership societaria. Complessivamente gli apporti di Acea varranno circa 40 milioni.

Asm-Acea Intanto, esposto Cinque stelle o meno, la delibera è sul tavolo della Corte dei conti e anche sotto la lente dell’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), che già in una fase preliminare ha accordato all’ente di Palazzo Spada il percorso intrapreso per il rafforzamento industriale di Asm. Un aspetto sul quale il sindaco insiste molto a evidenziare quanto già a più riprese ha stigmatizzato la dirigenza della partecipata: «Si è lavorato non per risolvere banalmente la situazione debitoria che comunque è migliorata, ma per mettere Asm nelle condizioni di poter competere in vista delle sfide future». La magistratura contabile e l’antitrust hanno tempo 60 giorni per trasmettere un parere in questa fase e rispetto alle osservazioni già mosse, l’amministrazione comunale ha provveduto a dare mandato agli uffici competenti di valutare l’affidamento in house a Terni reti della manutenzione pubblica. Per scrivere lo statuto della società e quindi procedere in sede notarile, ci vorranno dunque al massimo un paio di mesi, a meno che le autorità chiamate a esprimersi sull’operazione non facciano osservazioni e quindi istanza di nuove verifiche.

Agcm In una prima fase, definita da Menecali ‘interinale’, il Cda di Asm sarà lo stesso poi interverranno i criteri previsti per la società pubblico-privata che va a delinearsi e rispetto alla quale è stato garantito che la sede legale sarà Terni. Asm e Comune rifiutano la definizione di privatizzazione Asm ma sono in molti a ritenere che il controllo pubblico sarà irrisorio. «Come evidenziato da Agcm – sottolinea oggi il segretario regionale del Psi Federico Novelli, come già hanno fatto nelle ultime settimane i pentastellati – ‘Il socio privato acquisirà rilevanti poteri di governance della società tra cui quello di nominare metà dei membri del consiglio di
amministrazione, compresi il vicepresidente e l’amministratore delegato dotato di casting vote’.

Terni Come si evince dai patti parasociali il consiglio di amministrazione di Asm Terni sarà composto da sei membri: tre saranno nominati dal Comune di Terni e altrettanti da Acea, che indicherà vicepresidente e amministratore delegato di cui vengono definiti i poteri: predisporre il budget e il piano industriale, conferire istruzioni di voto al rappresentante di Asm nelle assemblee delle società controllate, il potere di assumere, licenziare e stabilire la remunerazione dei dipendenti con qualsivoglia qualifica, compresi i key manager tra cui il direttore generale, che verranno individuati dallo stesso ad e rispetto ai quali il presidente del consiglio di amministrazione esprimerà il proprio gradimento non vincolante. L’amministratore delegato, come detto, sarà dotato anche di casting vote, ossia il voto ‘decisivo’ che potrà essere esercitato in caso di voto paritario all’interno del consiglio di amministrazione.

L’attacco del Psi «La politica locale . insiste Novelli – con scarsa lungimiranza, ha perso una occasione storica per ripensare il tema dei servizi su Terni e Provincia scegliendo la strada della privatizzazione spinta, solo per fare cassa. Si doveva e si deve lavorare per potenziare e rafforzare il ruolo del pubblico in Asm, non cedere quote e poteri al privato. Potenziarlo significa legare ad una governance di territorio i servizi del territorio, affinché sia erogati in maniera efficiente e rispettosa delle esigenze del cittadino. Le amministrazioni di centrodestra, Terni per prima, non hanno voluto lavorare a questo. Dispiace ancora più che il centro-sinistra si è presentato in ordine sparso a questo appuntamento lasciando trasparire l’assenza di una visione territoriale che sappia lavorare per una vera sinergia ed integrazione dei servizi e della loro governance». Tornando all’iter, un’assemblea straordinaria delibererà l’aumento di capitale, le modifiche allo statuto e i nuovi organi societari e via fino all’ingresso del nuovo socio nel capitale di Asm. Verificato infine il valore patrimoniale di Asm e dei beni conferiti, sulla newco sarà chiamato nuovamente a esprimersi il consiglio comunale per il cosiddetto perfezionamento dell’operazione, sulla quale sarà massima l’attenzione su occupazione, qualità del lavoro e dei servizi offerti. Sui prossimi step, l’impegno di Menecali ad aggiornare la città.

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