Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 01:20

Artigianato e turismo tra Covid e futuro incerto. Cna: «Non abbandonare le imprese»

Giovedì 22 il terzo appuntamento dell’associazione sulle politiche per la crescita economica

 

L'assessore Paola Agabiti ©Fabrizio Troccoli

Come sostenere nell’immediato e rilanciare in un futuro libero da pandemie, che si spera prossimo, il settore del turismo in Umbria? E come valorizzare il legame tra turismo e artigianalità delle produzioni, a partire da quelle agroalimentari, per dare impulso a tutta l’economia regionale? Si concentrerà essenzialmente attorno a queste domande l’iniziativa di giovedì 22 ottobre, lanciata dalla Cna nell’ambito del programma Open Umbria per portare idee alle politiche per lo sviluppo della regione. L’appuntamento, inizialmente previsto in presenza, si terrà in streaming dopo l’emanazione dell’ultimo Dpcm. A discuterne ci saranno imprenditori, dirigenti dell’associazione, i docenti dell’Università di Perugia Fabio Forlani e Gaetano Martino, e l’assessore regionale al turismo, Paola Agabiti.

Non abbandonare le imprese Ed è proprio all’assessore Agabiti che Cna chiederà di mantenere alta l’attenzione su un settore tra i più provati dalla crisi innescata dalla pandemia. «Con un’istanza precisa – afferma Michele Benemio, presidente regionale di Cna Turismo -: le imprese della filiera turistica non devono essere abbandonate, le misure di sostegno di livello regionale devono essere garantite fino alla fine dell’emergenza. Perché altrimenti il rischio è di disperdere un patrimonio importante di imprese, con ricadute pesantissime sull’occupazione e su tutta l’economia locale. Poi si potrà e si dovrà parlare di rilancio e di futuro del turismo in Umbria e con l’iniziativa di oggi vogliamo guardare oltre la crisi, formulando proposte. Articolate su alcuni punti fondamentali: investire sul brand Umbria, passando per la valorizzazione del saper fare artigiano come elemento portante». «Quando parliamo di saper fare artigiano – aggiunge Leonardo Santarelli, presidente regionale di Cna Alimentare – pensiamo a tutto il made in Italy, e in particolare all’agroalimentare e alla forza della motivazione enogastronomica, che fa dell’Umbria una meta sempre più scelta dai turisti, nazionali e internazionali. Quella dell’agroalimentare è una filiera forte, con un trend che negli ultimi 10 anni è cresciuto costantemente, non arrestandosi nemmeno durante i mesi del lockdown e, anzi, facendo da traino a tutto l’export regionale. Se le istituzioni, a partire dalla Regione, sapranno incentivare la creazione di nuove filiere o di reti di imprese trasversali a più settori – agricoltura, artigianato, industria, turismo – facendo convergere risorse europee provenienti da più fondi, avremo portato un contributo fondamentale a tutta l’economia regionale». «Le proposte che faremo – afferma Marina Gasparri, responsabile regionale di Cna Turismo -, sono scaturite da un lavoro di squadra e saranno presentate alla Regione Umbria in vista della definizione delle politiche future, a partire dalla nuova programmazione dei fondi strutturali. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare il contributo del mondo accademico nella costruzione delle possibili soluzioni, con l’auspicio – conclude Gasparri – che la relazione con il sistema delle imprese possa diventare strutturale».

I commenti sono chiusi.