lunedì 11 novembre - Aggiornato alle 23:58

Altri 140 milioni per la zona franca del terremoto: via alle domande, chi può accedere

Arriva la circolare del Mise per imprese e lavoratori autonomi del cratere, ammesso anche chi ha apre una nuova attività entro l’anno

Terremotati protestano a Norcia per la visita di Conte (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Via alle domande per la zona franca urbana del sisma, già prorogata fino a fine 2020 e concessa anche a chi si impegna ad aprire un’attività entro la fine del 2019. È arrivata la circolare del ministero dello Sviluppo economico che dettaglia le modalità di accesso alla misura di aiuto riservata sia alle imprese che ai lavoratori autonomi del cratere del sisma e per la quale è prevista una dotazione finanziaria di 141.700.000, così come segnato nella legge di bilancio: le richieste potranno essere presentate dalle 10 del 18 giugno alle 10 del 10 luglio 2019.

Altri 140 mln per la zona franca del sisma In particolare, possono beneficiare nella nuova tranche di agevolazioni imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo già beneficiari nel biennio precedente delle esenzioni fiscali e contributive previste dalla zona franca urbana, ma anche le imprese e i lavoratori autonomi che, all’interno del perimetro, hanno avviato una nuova iniziativa economica in data successiva al 31 dicembre 2017 o che si impegnano ad avviarla entro il 31 dicembre 2019, fermo restando che la mancata apertura comporta la decadenza dell’aiuto. Le agevolazioni della zona franca urbana del sisma hanno un limite massimo fissato a 200 mila euro, che diventa 100 mila nel caso di soggetti attivi nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi e si riducono fino a 20 mila euro per il comparto agricolo. Nella circolare del Mise anche le modalità di concessione delle risorse disponibili con il 40 per cento delle risorse disponibili che viene ripartito in egual misura tra tutti i soggetti beneficiari, al fine di assicurare una quota minima di risorse per l’efficacia dello strumento e la produzione di ricadute nel territorio della zona franca urbana, mentre il restante 60 per cento delle risorse disponibili è ripartito in funzione del rapporto tra il reddito d’impresa, ovvero di lavoro autonomo nel caso di titolari di reddito di lavoro autonomo, registrato da ciascun soggetto beneficiario e la somma dei medesimi redditi registrati da tutti i soggetti beneficiari della zona franca urbana allo scopo di tener conto del fabbisogno e della capacità di potenziale utilizzo delle agevolazioni da parte dei beneficiari.

@chilodice

 

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