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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 06:37

Alberghi, indagine flash di Confindustria: «Estate -39,5%». Ad Assisi non ha riaperto il 41%

Colaiacovo: «Debole, ma confortante segnale di ripresa». Proietti incontra parlamentari: «Includeteci tra città del decreto Agosto per contributi a fondo perduto»

Due turisti ad Assisi

«Flessione del 39,5 per cento tra giugno e agosto, a fronte del -64 per cento tra gennaio e giugno». E’ un rosso meno intenso quello con cui gli albergatori dell’Umbria chiudono la stagione che, proprio per questo, secondo Confindustria ha rappresentato «un debole ma pur sempre confortante segnale di ripresa rispetto alle pessimistiche previsioni». I dati emergono da «un’indagine flash» condotta dalla Sezione turismo dell’associazione di categoria, guidata da Maria Carmela Colaiacovo secondo i risultati dell’estate «vanno letti positivamente tenendo conto dell’andamento complessivo». Intanto ad Assisi il sindaco Stefania Proietti ha incontrato alcuni parlamentari umbri per chiedere l’inclusione della città nell’elenco di quelle contenute nel decreto legge di agosto e che beneficeranno di contributi a fondo perduto.

Alberghi, Confindustria: «Estate -39,5%» Dall’analisi di Confindustria, comunque, emerge anche «il tasso di occupazione delle camere nell’ultimo trimestre ha segnato un +10 per cento rispetto al semestre gennaio-giugno 2020», mentre è Colaiacovo a dir che «per settembre lo stesso indice si sta mantenendo intorno al 30 per cento, segno che il turismo è ancora in movimento». Confindustria, però, non si sbilancia con previsioni per i prossimi mesi, limitandosi a evidenziare che «le conseguenze di questa difficile situazione si faranno sentire almeno per buona parte del 2021». In questo senso per Colaiacovo occorre seguitare a spingere sulla promozione della nostra regione come destinazione di turismo di prossimità e tranquillità, sia a livello nazionale che internazionale», mentre «le aziende vanno anche supportate con interventi organici, perché i tassi che registriamo, seppur migliori rispetto alle previsioni iniziali, non sono comunque in grado di sostenere le nostre strutture».

Assisi, ancora chiuse 41% strutture Assisi è tra le più colpite, con «726 strutture alberghiere ed extralberghiere per 13.570 posti letto, ma di cui il 41 per cento (290) non ha riaperto i battenti» ha detto il sindaco ai parlamentari riuniti nella sala consiliari, ai quali ha anche ricordato che «la città intercettava il 25 per cento dei turisti che arrivavano in Umbria, mentre quest’anno tra gennaio e giugno si sono contate meno di 100 mila presenze a fronte dell’oltre mezzo milione dello stesso periodo registrate lo scorso anno». All’incontro anche il sottosegretario agli Affari europei Laura Agea del M5s che «ha parlato – si legge in una nota del Comune – di modifiche ai criteri per l’assegnazione dei contributi, oltre a quello indiscutibile del rapporto tra presenze e abitanti, come l’inserimento nell’elenco dei territorio beneficiari delle città a vocazione turistica e religiosa». All’incontro anche Verini (Pd), Pavanelli (M5s), Briziarelli (Lega), Ginetti (Italia Viva), Modena (Forza Italia), Zaffini (Fratelli d’Italia): «Tutti i parlamentari presenti hanno annunciato la presentazione di emendamenti».

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