sabato 20 gennaio - Aggiornato alle 00:33

Agnelli alimentati con sottoprodotti della birra: premiato l’ideatore

La ricerca nell’università perugina: il test ha ottenuto il riconoscimento dell’associazione dei produttori di alimenti zootecnici

Antonio Germinara, dottore magistrale del corso di laurea in Scienze zootecniche (Dipartimento di Scienze agrarie) ha vinto il Premio Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) edizione 2017, il riconoscimento destinato a giovani laureati magistrali e dottori di ricerca che, con un loro elaborato, abbiano portato un effettivo contributo alla nutrizione animale e/o alla mangimistica.

La nota Germinara – rende noto l’Università di Perugia – ha concorso con la tesi magistrale “Consumer test su carni di agnelli appenninici alimentati con razioni contenenti sottoprodotti della lavorazione della birra, lavoro svolto nell’ambito del Prin 2014-15 (coordinatori sono i professori Paolo Fantozzi e Giuseppe Perretti; relatore della tesi il professor Luciano Morbidini, dell’unità di ricerca in Scienze zootecniche). «L’’elaborato di Germinara  – spiega in una nota l’Università perugina – riguarda un consumer test (svolto all’università dei Sapori dell’Umbria) su carni di agnelli appenninici alimentati con razioni contenenti trebbie di birra come fonte di polifenoli, a forte potere antiossidante. Le informazioni raccolte riguardano, principalmente, la valutazione di alcune caratteristiche sensoriali della carne di agnelli appenninici alimentati con 3 diete differenti (controllo, lino e trebbie più lino), e quale effetto possa avere, sui potenziali consumatori, l’’informazione sull’’utilizzo delle trebbie di birra relativa alla qualità delle carni consumate».

Risultati «I dati così ottenuti – è quanto riporta una nota stampa dell’università – hanno permesso di riscontrare che alcuni parametri sensoriali possono essere valutati in maniera sensibile anche da consumatori non addestrati. In secondo luogo, è stato verificato che l’uso oculato delle trebbie di birra non deprime, ma addirittura potenzia le caratteristiche sensoriali della carne, che ha avuto gradimenti superiori rispetto a quelli dell’’agnello pesante tradizionale».

 

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