lunedì 24 giugno - Aggiornato alle 23:40

Agea, tremila agricoltori umbri verranno pagati entro marzo: «Ecco perché dei ritardi»

La prossima settimana primo decreto di liquidazione. Restano fuori 1.800 domande: «Probabile che tra loro ci sia chi non ha diritto»

Entro marzo sono previsti pagamenti per tremila domande degli agricoltori umbri riferite agli anni 2015, 2016 e 2017. A dirlo, nel corso della riunione della prima commissione del Consiglio regionale, il direttore di Agea, Gabriele Papa Pagliardini. L’arretrato è di circa 4.800 domande che non hanno ricevuto alcuna risorsa, ma secondo uno ‘storico’, di queste pratiche, circa 1.500 potrebbero essere non pagabili perché mancanti di titoli necessari. Alla riunione ha partecipato anche l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini.

Presto 1,5 milioni «Il primo decreto di pagamento – ha detto Smacchi a margine della seduta – avverrà la prossima settimana con un milione e mezzo di euro da subito a disposizione delle aziende. Lo sforzo che la Regione sta facendo farà sì che l’Umbria possa scalare ancora tra le Regioni maggiormente sviluppate per livello di spesa. Entro il 2019 – ha aggiunto – un’istruttoria durerà al massimo un anno, con erogazioni che verranno effettuate nei successivi 18 mesi». L’auspicio comune della Commissione, rivolto ad Agea, è quello che si possa intervenire nei tempi più brevi possibili per la soluzione di alcune criticità che stanno mettendo in difficoltà molti agricoltori umbri.

Obiettivi centrati Nel suo lungo intervento, parte del quale riservato ad alcuni chiarimenti richiesti dai commissari presenti, Pagliardini ha assicurato che «c’è da sempre un rapporto di collaborazione molto stretto tra gli uffici Agea e quelli regionali». È emerso che al 31 dicembre 2018 la Regione Umbria ha raggiunto largamente gli obiettivi finanziari di spesa posti dalla Commissione europea come obiettivi intermedi per la fase di avanzamento della spesa nel programma. «L’Umbria – ha puntualizzato Pagliardini – lo ha fatto ad un livello di spesa molto più alto rispetto all’obiettivo finanziario di spesa fissato, superandolo del 70 per cento. Quello del 2019 è un obiettivo finanziario particolarmente sfidante – ha aggiunto -, sicuramente più ambizioso di quello fissato nel primo periodo del programma».

I numeri La percentuale di spesa raggiunta dalla Regione Umbria è del 30,52 per cento, dato che, come ha evidenziato il direttore di Agea – posiziona la Regione al sesto posto, a pari livello di spesa con l’Emilia Romagna che dispone di un proprio organismo pagatore, tra quelle maggiormente sviluppate. «L’Umbria – ha rimarcato – è più avanti anche di Lombardia e Toscana che hanno entrambe un organismo pagatore autonomo di provata efficienza». È stato evidenziato che, sin dall’avvio della programmazione sono state erogate risorse per 281 milioni di euro, somme già pagate agli agricoltori umbri. I beneficiari sono circa 37.300, distinti tra misure ad investimento (1.300) e misure a superficie (36.000).

Le istruttorie «Per quanto riguarda l’Umbria – ha aggiunto Pagliardini -, le percentuali di criticità non raggiungono un dato di allarme rispetto all’erogazione delle risorse. C’è un certo numero di agricoltori che soffrono per la mancata erogazione delle risorse, ma si tratta di una percentuale particolarmente contenuta (dal 6 al 7 per cento) per il 2015 e 2016. Va considerato che l’erogazione degli aiuti non è automatica, ma prevede istruttorie sulle singole domande perché gli aiuti siano riconosciuti ai beneficiari. Non tutti quelli che fanno domanda di aiuto sono legittimati a riceverlo. C’è una attività di istruttoria sia nella fase informatica, sia in quella regionale, di istruttoria manuale che naturalmente prevede uno scarto rispetto al cento per cento della richiesta. Nelle precedenti programmazioni, i soggetti che non hanno ricevuto i contributi sono stati circa il 5 per cento. È quindi probabile che tra i soggetti che lamentano una mancata erogazione degli aiuti ci siano agricoltori che non li riceveranno. Ma ancora non lo sanno perché non sono state ultimate le procedure amministrative di definizione delle pratiche in questione».

Non si tratta – dunque, secondo il direttore Agea – di «una negligenza degli uffici, ma una condizione di carattere generale: l’erogazione degli aiuti comunitari prevede un termine di chiusura dei procedimenti amministrativi molto elastico, perché il vero ostacolo alla erogazione di queste risorse è il termine in cui le stesse devono essere rendicontate, quindi molto spesso, sia Agea, sia la Regione concedono più tempo ai Centri di assistenza agricola e agli agricoltori per regolarizzare le loro domande in modo che l’aiuto ‘non concedibile’ possa diventare ‘concedibile’. Il vulnus è che molto spesso gli agricoltori non sono a conoscenza del perché non hanno ricevuto le risorse. Il giudizio nell’erogazione delle risorse non può riguardare l’anello finale della catena – ha spiegato ancora Pagliardini – perché l’organismo pagatore è chiamato a rendere attuabile e cioè trasformare tutte le regole introdotte nel processo di erogazione delle risorse in procedure informatiche. Si tratta di regole comunitarie particolarmente rigorose. Il tasso di errore tollerato dalla Commissione europea, per evitare correzioni finanziarie che riducono le disposizioni di risorse pubbliche, è il 2 per cento (nella precedente programmazione era il 10 per cento). Sono state introdotte nuove regole come la validazione della controllabilità delle misure ed è posta in carico agli organismi pagatori. Le stesse difficoltà incontrate in questa programmazione, a regole invariate, ci saranno anche nella prossima. La regola di fare una programmazione su sette anni impone, ogni sette anni di riscrivere le procedure informatiche per il trattamento delle domande. Non vengono dunque patrimonializzati i risultati raggiunti. Questo, se non cambia la metodologia, con ogni probabilità si avranno le stesse difficoltà anche nella prossima programmazione. La Commissione europea ha definito una nuova proposta di regolamento comunitario sulla programmazione 2021-2027 che tiene conto di queste difficoltà».

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