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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 04:37

Aeroporto, piano industriale a gennaio e nuovo socio nel 2023. Assisi chiede di puntare su Madrid

Lunedì assemblea dei soci in cui è stato ufficializzato il nuovo assetto societario. Il punto sul futuro

Da sinistra Panato, Tesei e Massimo Pistolesi, portavoce della presidente

di Daniele Bovi

Atterrerà sui tavoli dei soci entro la fine di gennaio il nuovo piano industriale di Sase, la società che gestisce l’aeroporto San Francesco. Lunedì mattina allo scalo si è tenuta l’assemblea dei soci in cui è stato ufficializzato il nuovo assetto societario – scaturito dai disimpegni di Confindustria e Camera di commercio – ed è stato fatto il punto sul futuro.

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Il nuovo assetto Quanto al primo punto, durante la conferenza stampa tenuta dal presidente di Sase Stefano Orazio Panato e da Donatella Tesei hanno hanno riportato i numeri noti già da tempo: Sviluppumbria, cioè la Regione, è ora il primo socio con il 78,7 per cento, seguita da Camera di commercio (passata dal 37 per cento al 10), Comune di Perugia (che rimane al 6,25), Comune di Assisi (che sale al 4,83) e poi tutti gli altri con quote poco sopra lo zero (Smp 0,12, Confcommercio 0,03, Comune di Gubbio 0,07 e Comune di Bastia 0,02).

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Indirizzi Nel corso dell’assemblea Tesei ha fornito una serie di «indirizzi strategici» per la redazione del piano, al quale il management di Sase sta già lavorando e che arriverà a gennaio. Tesei ha parlato di uno scalo che deve servire non solo allo sviluppo turistico ma più in generale anche al rilancio della regione e di una destagionalizzazione con la possibilità di aprire nuovi voli nel periodo di bassa (cioè tra ottobre e marzo). La presidente ha anche chiesto una spending review e una migliore comunicazione, così come un aumento dei ricavi non legati ai voi, definiti «un punto debole». Su questo aspetto Panato ha parlato delle attività commerciali (comprese quelle che si occupano del noleggio di auto) e di un miglioramento dell’area dedicata al parcheggio.

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Covid e risorse Numeri, in termini di investimenti richiesti ai soci, non sono stati fatti ma lo sforzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 5,5 milioni all’anno. Su tutto il piano, ovviamente, pesa poi l’incognita Covid: «Il documento – ha detto Tesei – terrà conto di più variabili e avrà un’evoluzione continua sulla base dell’andamento della pandemia. A quel punto capiremo quale tipo di sforzo sarà necessario». Il 2021 dovrebbe chiudersi con 130 mila passeggeri («una ripresa sorprendente») e un traffico che, nei mesi estivi, è stato superiore a quello del 2019 (nel 70 per cento dei casi si è trattato di umbri e nel restante 30 di stranieri, esattamente l’opposto di quanto succedeva in passato), con l’obiettivo di centrare 300 mila passeggeri nel 2022 – anno in cui saranno operative 15 rotte – e poi, «per step», i 500 mila.

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Il nuovo socio La presidente ha poi fissato un altro obiettivo di cui si parla ormai da quasi un decennio: l’ingresso di un socio privato, la cui assenza rispetto ad alcuni competitor rappresenta un punto di debolezza di Sase in termini di capacità di investimento. Tesei ha spiegato che verrà fatta un’indagine di mercato e poi un’informativa alla giunta, con l’ambizione di completare la procedura pubblica entro il 2023. Sul tavolo ci sono diverse possibilità come la partnership con altri aeroporti (vedi quella ventilata mesi fa con Ancona) o l’ingresso di privati nella compagine, con interlocuzioni che in modo informale sarebbero già partite: «Naturalmente – ha risposto Tesei sul punto – in una prima fase ci si guarda intorno, e ci sono interlocuzioni anche con altri aeroporti. Sono molte le cose che vanno considerate in questo momento, come il ruolo dell’Italia centrale e la possibilità di moltiplicare le offerte creando sinergie positive».

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Soci e proposte Nel corso dell’assemblea – interlocutoria in vista del nuovo piano – i soci hanno preso atto di queste prime indicazioni strategiche, riservandosi le valutazioni al momento in cui arriverà il documento e dicendosi però, in alcuni casi, infastiditi dal fatto di venire a sapere alcuni dettagli dalla stampa. Il Comune di Assisi dalla sua ha messo sul tavolo un paio di proposte: un accordo con l’Ufficio scolastico regionale per quanto riguarda le gite (magari ottenendo prezzi convenzionati) e Madrid – porta di ingresso europea per il Sudamerica – come hub strategico per il turismo religioso. Tutti temi di cui si riparlerà a gennaio, quando si entrerà nel concreto. In una nota, l’amministrazione comunale di Perugia rimarca il suo «sostegno allo sviluppo di una infrastruttura strategica per l’Umbria» e, in attesa del piano, sottolinea la «piena condivisione degli intenti di rilancio» espressi dal consiglio di amministrazione.

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