sabato 8 agosto - Aggiornato alle 17:00

Aeroporto, Leonelli chiede la testa dei vertici di Sase. Polemica Pd-Fioroni sul ruolo del Comune

Il consigliere dem deposita una mozione: «Serve un tavolo con tutti gli attori coinvolti per dare una svolta»

Un tabellone all'aeroporto

di Daniele Bovi

Si scrive superamento, si legge siluramento. Annunciata mercoledì, è stata depositata giovedì dal consigliere regionale del Pd Giacomo Leonelli una mozione con cui si impegna la giunta a «promuovere un superamento del cda» dell’aeroporto e a dare vita a un «confronto teso a far aumentare» gli investimenti dei soci, «a cominciare da quello di Perugia». In più Leonelli chiede una connessione intermodale con la ex Fcu e un tavolo con enti locali e imprenditori «al fine di realizzare una strategia di sviluppo pluriennale». L’intero management dello scalo finisce così per la seconda volta nel mirino del consigliere dem: a giugno infatti, dopo il caso Cobrex, Leonelli chiese le dimissioni dei vertici ricevendo però una risposta dura da parte di Ernesto Cesaretti, presidente di Sase.

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Sase nel mirino Dopo settimane di quiete sul fronte giornalistico dunque l’aeroporto torna protagonista nell’ambito di una vicenda interessante dal punto di vista dei meccanismi politico-mediatici. Stavolta a innescare l’attacco non è la chiusura di una tratta o il fallimento di qualche trattativa, bensì l’aggiunta di una frequenza, quella verso Tirana che così passa da due a tre voli settimanali (i circa 14 mila albanesi che vivono in Umbria rappresentano la seconda comunità per importanza numerica della regione, e lungo la tratta Perugia-Tirana l’ultimo anno sono transitati quasi 30 mila passeggeri). «Basta», ha tuonato il consigliere su Facebook, «sull’aeroporto è arrivato il tempo delle scelte. La notizia che nel nostro scalo regionale l’unica cosa che aumenta sono i voli verso l’Albania, ci pone nuovamente di fronte all’urgenza di chiudere una fase e aprirne una nuova».

NUOVA ROTTA VERSO MALTA

Il bombardamento Per non lasciare il fronte scoperto a quel punto anche la Lega è salita su un caccia per bombardare la sede di Sase, così come Claudio Ricci (che giovedì torna a chiedere se sono stati restituiti i 250 mila euro del caso Fly volare ancora mancanti) e, da Perugia, pure alcuni consiglieri comunali di Forza Italia (cioè il partito del sindaco Andrea Romizi). Insomma, al netto dei tanti errori, problemi, trattative con compagnie di dubbia solidità schiantatesi tristemente a terra e cose da fare, rimane politicamente curioso il bombardamento a qualche settimana dall’introduzione di un nuovo volo (quello per Malta con Ryanair) e di una frequenza aggiuntiva.

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Polemica Pd-Fioroni Da segnalare giovedì il deposito, da parte del gruppo consiliare del Pd di Perugia, di un ordine del giorno con cui si chiede «un cambio di passo da parte dell’amministrazione comunale rispetto agli investimenti sull’aeroporto. Il Comune – dicono i dem – pur essendo il quarto socio Sase per quote, società di gestione dello scalo perugino, non investe nulla sullo sviluppo aeroportuale e non incide in alcun modo nella governance della società, essendosi auto-escluso e non avendo propri rappresentanti nel cda vista la mancata contribuzione degli ultimi anni». Un attacco al quale ha risposto con un lungo post su Facebook l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni.

Twitter @DanieleBovi

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