lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 12:58

Fly Volare non restituisce la caparra: Sase dà mandato ai suoi legali. Soldi erano stati versati alla Blu Jet

L’Assemblea dei soci vara abbattimento del capitale. Conti 2017 col segno più: si va verso pareggio di bilancio a fine anno

aeroporto perugia san francesco
Passeggeri all'interno dello scalo (foto F.Troccoli)

Finisce a carte bollate tra Sase e Fly Volare, la compagnia italo-maltese che doveva far parte del rilancio del San Francesco d’Assisi ma si è rivelata non essere in possesso della necessaria licenza per operare in Italia. Dopo la risoluzione del contratto, non è arrivata in tempo la restituzione della caparra da 500 mila euro. Il Consiglio di amministrazione della società che gestisce lo scalo perugino ha dato, quindi, mandato ai propri legali di «perseguire nelle azioni, peraltro già intraprese da tempo – si legge in una nota – per una soddisfacente risoluzione del dossier Fly Volare, deliberando l’utilizzo di tutti gli strumenti legali disponibili per il recupero immediato del deposito contrattuale».

TUTTO IL CASO FLY VOLARE

Abbattimento del capitale Oltre al Cda, si è riunita anche l’Assemblea straordinaria, con presente quasi il 90% del capitale sociale, che ha approvato l’abbattimento del capitale per un ammontare pari alle perdite registrate nei bilanci 2015-2016. All’Assemblea dei soci è stata poi presentata una relazione complessiva per l’anno corrente, incentrata sul recupero del traffico registrato (proiettato verso i 250 mila passeggeri nel 2017), i progressi nell’ottenimento della nuova certificazione ai sensi del Regolamento EU 139/2014 e, soprattutto, «l’ottimo andamento dei conti».

I conti migliorano Al 30 settembre il valore della produzione è aumentato di circa il 13% raggiungendo 2,1 milioni di euro, con un risultato positivo per circa 270 mila euro, in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo 2016 che aveva fatto registrare una perdita di 467 mila euro. Il Margine operativo lordo (Ebitda) risulta positivo per 571 mila euro, rispetto alla perdita di 164 mila euro del periodo gennaio – settembre 2016.

Pareggio o avanzo «Pur tenendo conto del rallentamento delle attività durante i mesi invernali – riferisce Sase – i dati economico-finanziari fotografano pertanto una situazione gestionale positiva, proiettata verso il conseguimento dell’equilibrio di bilancio. Laddove confermato dall’ultima trimestrale, un bilancio 2017 in pareggio, o addirittura con avanzo di gestione, sarebbe un risultato storico per Sase, il suo Cda ed il suo management».

Spunta Blu Jet A rivelare ulteriori dettagli sul caso Fly Volare è il consigliere regionale regionale Claudio Ricci che, tramite un accesso atti, ha ottenuto copia del contratto tra Sase e Fly Volare; anzi, per la precisione, tra Sase e Blu Jet, una srl (l’attività sul registro imprese è «Affitto aeromobili e altre attività») con sede a Roma alla quale sono stati versati i 500 mila euro. «L’accordo – dice Ricci – è stato fatto con Blu Jet ma dando la possibilità (nel contratto, all’articolo 7) di traferire a Fly Volare (con sede in Malta), anch’essa controllata da Blu Jet al 100 per cento, tutte le “posizioni attive/passive». Quindi i 500 mila euro «sono stati trasferiti (probabilmente, ma occorre verificare il flusso finanziario) a Fly Volare (in Malta). Volati via…». Dal contratto poi emerge che erano stati dati 90 giorni di tempo alla società per ottenere le licenze mancanti, mentre i soldi sono stati versati in due tranche da 200 mila e 300 mila euro «cinque giorni dopo la firma del contratto garantito “solo”, diciamo noi, da una “dichiarazione di aver sottoscritto un atto di Leasing con una primaria società americana”».

Si dimettano Secondo Ricci poi «quando il 16 ottobre Sase/Sviluppumbria si sono presentati in Seconda commissione consiliare per “rassicuraci che tutto si sarebbe risolto” in realtà già avevano inviato a Blu Jet/Fly Volare una lettera (il 4 ottobre) dove “chiedevano la restituzione dei 500 mila euro”. Addirittura nel Consiglio regionale del 14 novembre (in risposta a una mia interrogazione), anche in questo caso rassicurante sul recupero dei 500 mila euro entro venerdì 17, in realtà già il 3 novembre era stata inviata una “lettera legale” per avviare il recupero in “via giudiziaria”. Una vicenda fatta di gravi errori, sottovalutazioni – conclude Ricci e tentativi di “diluire” (le parole sarebbero altre) una situazione ora molto grave trattandosi di risorse pubbliche». Ricci torna quindi a chiedere l’intervento della Corte dei conti e le dimissioni dei vertici dello scalo.

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