martedì 31 marzo - Aggiornato alle 15:42

Aeroporto, Fly Marche attacca Sase: «Niente programmazioni e mancati pagamenti dietro la cancellazione»

La società dopo lo stop dei voli: «Non liquidati i resoconti delle prime due settimane». Sviluppumbria: «Cda per fare chiarezza»

Un Let 410

di D.B.

Mancate programmazioni e niente pagamenti. Sarebbero queste le motivazioni che hanno portato i vertici di Fly Marche a cancellare nei giorni scorsi i voli verso Olbia, Elba, Rimini, Ancona e Zara che sarebbero dovuti andare avanti fino a metà settembre. A metterlo nero su bianco in una pagina e mezzo inviata ai giornali è Mario Ricciardi, amministratore della piccola società che con un 19 posti (un Let 410) avrebbe dovuto trasportare i passeggeri dopo metà settembre lungo la rotta Perugia-Milano Linate. Nella lettera Fly Marche ricostruisce quanto accaduto fino a ora partendo dalle «lunghe trattative» culminate con la firma di un accordo con Sase il 4 luglio. Il patto prevedeva «il pagamento alla Fly Marche del break even fissato con il parametro di 15 passeggeri, (ovvero se l’aereo avesse volato con 1 o 15 passeggeri la Sase avrebbe dovuto pagare la settimana successiva il compenso pattuito ovviamente decurtando i biglietti incassati dalla nostra società)».

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Le trattative e il decollo Siglato il patto e fatta la presentazione a Palazzo Donini con tanto di vertici della Regione, il primo volo da Sant’Egidio decolla a metà luglio, il 16, con la speranza che «Sase pubblicasse la vendita dei biglietti al fine di ammortizzare ovvero raggiungere, se non superare, il costo del break even di ogni singolo volo». Così però, secondo la società non avviene dato che «per motivi a noi sconosciuti le programmazioni con tanto fervore annunciate non sono state fatte; infatti nel corso delle prime due settimane di voli non si sono raggiunte prenotazioni accettabili, mentre le successive settimana l’aeromobile è riuscito a lavorare a pieno regime, solo grazie al massiccio intervento della nostra azienda». Di anticipare i costi «per una piccola impresa come la nostra» non se ne parla, e allora «sarebbe stato sufficiente che l’amministrazione della Sase avesse preso atto degli impegni presi e liquidare i resoconti delle prime due settimane di lavoro (stiamo parlando di piccoli importi) al fine di garantire il regolare svolgimento dei voli».

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Lo stop «L’apoteosi del paradosso» arriva il 17 agosto, quando Fly Marche annuncia la cancellazione dei voli e quando Sase comunica alla società che, per far rientrare i turisti da Olbia, sta organizzando un volo «per poter svolgere ugualmente il servizio per il giorno 20 agosto, pagando anticipatamente la modica cifra per il singolo volo Perugia-Olbia-Perugia di 8 mila euro utilizzando lo stesso Let 410 di proprietà Van Air. Perché – chiede Fly Marche – pagare lo stesso vettore bloccato da Fly Marche per mancanza di liquidità quando con poco più avrebbero potuto assolvere parzialmente agli obblighi contrattuali con noi permettendoci di onorare gli impegni con i clienti?». Oltre a ciò Fly Marche sottolinea che c’è anche il problema dei rimborsi a favore di coloro che non sono potuti partire.

Parla Sviluppumbria A qualche ora di distanza dalla presa di posizione di Fly Marche arriva la risposta della Regione attraverso Sviluppumbria, che detiene circa un terzo del pacchetto azionario di Sase. A parlare è il direttore generale di Sviluppumbria e membro del cda di Sase, Mauro Agostini, che si limita a precisare la posizione della Regione spiegando che «né Sviluppumbria, nella sua qualità di socio di Sase, né chi scrive, nella sua qualità di consigliere di amministrazione, hanno mai avuto alcun rapporto e tantomeno incontri con il suddetto tour operator». Quanto alla presidente Catiuscia Marini, che ha partecipato insieme ad altri rappresentanti di Palazzo Donini e a un bel pezzo del mondo industriale umbro, «si è limitata a presenziare, come da suoi compiti istituzionali, ad una conferenza stampa organizzata dalla società di gestione dell’aeroporto. Si diffida quindi l’amministratore di FlyMarche dal rilasciare dichiarazioni prive di fondamento». Quanto al punto centrale però, quello dei mancati pagamenti, Agostini si limita a dirsi «certo che sia Sase, sia il consigliere Golinelli sapranno confutare le dichiarazioni suddette. Per quanto mi riguarda ho già chiesto con mia lettera al presidente di Sase Cesaretti di convocare con urgenza una riunione del cda per fare chiarezza sulla vicenda FlyMarche e per l’adozione dei provvedimenti che si riterranno opportuni e necessari».

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Fly Volare in attesa L’operazione Fly Marche ha numericamente un impatto nettamente inferiore a quella costruita da Fly Volare, a proposito della quale si attendono novità. La nuova compagnia è infatti al lavoro per ottenere il Certificato di operatore aereo e la conseguente licenza dalle autorità maltesi competenti. Tutti i documenti, almeno stando a quanto assicurato nei giorni scorsi, dovrebbero arrivare nei primi giorni di settembre, così da permettere alla compagnia di poter operare lungo le nove rotte annunciate a partire dagli ultimi giorni del mese. In ballo, con un Airbus da 120 posti ci sono destinazioni come Milano Malpensa, Palermo, Brindisi, Lamezia Terme, Cagliari, le rumene Iasi e Cluj, Amsterdam e Casablanca.

Twitter @DanieleBovi

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