martedì 23 luglio - Aggiornato alle 18:32

Aeroporto, ecco chi c’è dietro al progetto della maxi accademia del volo da oltre 10 ettari e 70 milioni di euro

Incontro a Perugia tra sindaco, Sviluppumbria, Sase e Mondovolo. L’obiettivo è aprirla nel giro di due anni

Un aereo decolla dal San Francesco (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un investimento monstre, quantificabile in oltre 70 milioni di euro, per una maxi accademia internazionale del volo, grande oltre 10 ettari, che dovrebbe vedere la luce all’aeroporto di Perugia nel giro di 24 mesi. Di questo si è parlato mercoledì mattina a Palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia. Intorno a un tavolo il sindaco Andrea Romizi, l’assessore all’Urbanistica Michele Fioroni, Mauro Agostini di Sviluppumbria, il presidente dello scalo Ernesto Cesaretti e soprattutto i due rappresentanti della Mondovolo limited, la società con sede in Inghilterra (vicino a Ipswich, nel Suffolk) che si occupa dell’addestramento di piloti, personale di bordo e di quello che deve pensare alle manutenzioni.

Il progetto Viste le precedenti scottature ovviamente alla Sase, la società che gestisce lo scalo umbro, stanno valutando con attenzione le carte ma da più parti viene assicurato che, stavolta, si tratta di progetti seri e concreti. A Perugia l’obiettivo è quello di dare vita ragionevolmente in due anni a una scuola di volo in grado di formare personale in ogni settore, dai piloti alla crew di bordo fino all’assistenza e ai meccanici. Il tutto per un costo di oltre 70 milioni di euro e un’estensione di oltre 10 ettari sui quali verrebbero installati anche simulatori per diversi tipi di velivoli, dagli aerei agli elicotteri. Le pratiche con Enac, assicurano dall’aeroporto, sono in fase di valutazione; un elemento centrale dato che l’Ente nazionale per l’aviazione civile è quello che dà la possibilità di svolgere attività addestrativa.

I protagonisti A Perugia per rappresentare la società sono arrivati Renato Sacchetti e Steven Taylor. Il primo, marchigiano di Sant’Elpidio, 44 anni, è un ex pilota che vive a Hong Kong e che nel suo profilo Linkedin scrive che Mondovolo sta sviluppando «un campus e un’accademia da 180 mila metri quadrati in Italia». Sacchetti nel dicembre del 2017 è stato all’aeroporto di Malpensa, dove è stato aperto un centro di addestramenti dei piloti con quattro simulatori (martedì invece ne ha inaugurato uno per i Canadair) dal valore di 50 milioni. Dietro questa operazione, che pare simile nello schema a quella che si vuol mettere in piedi a Perugia, c’è un fondo di investimento e la Aviation results, società che fa capo a Sacchetti il quale, sempre sul suo profilo, parla di se stesso come di una figura specializzata nello sviluppo di startup che si occupano di strutture di addestramento

Autorizzazioni Taylor invece, classe 1952, è un consulente nel campo dell’aviazione e in particolare si occupa della formazione di piloti e personale di bordo; nel corso della sua carriera ha lavorato anche in altri settori come quello chimico e tecnologico, e negli ultimi anni si è impegnato pure nel supportare startup legate a «servizi finanziari innovativi». Al tavolo di Palazzo dei Priori è stato ribadito che ognuno ora è chiamato a fare la propria parte, in particolare per quanto riguarda l’iter autorizzativo che dovrebbe partire a breve.

Dita incrociate Quel che è certo è che alla Sase e nelle stanze delle altre istituzioni le dita sono incrociate. Perugia, spiegano, sarebbe stata scelta perché strategica secondo una serie di parametri, e l’operazione potrebbe garantire – secondo le stime – un impatto sul Pil regionale di circa due punti percentuali. Parlando del progetto giorni fa nel corso di una commissione consiliare, Fioroni ha spiegato che grazie a esso potrebbero transitare mille persone al giorno: «Di certo – ha detto in quella sede – si tratta di un investimento significativo che determina una politica attrattiva con una logica da piano industriale vero».

Leonelli perplesso «Perplessità» sul progetto le esprime il consigliere regionale del Pd Giacomo Leonelli, da tempo in rotta coi vertici dello scalo: «Continuo a preferire – spiega – che lo scalo venga utilizzato unicamente per i voli passeggeri e commerciali e per questo ritengo necessario potenziare le rotte definendo strategie di crescita nel lungo periodo. La mia perplessità riguarda come sia possibile far coesistere la scuola di volo e la tanto sbandierata, in passato, volontà di far aumentare il traffico passeggeri nello scalo aeroportuale umbro, in funzione di un aumento del turismo e di volano per l’intera economia regionale. In molti casi, infatti, sembra che là dove sono state iniziate attività di addestramento al volo sono anche diminuite le possibilità di sviluppo per il normale traffico passeggeri, essendo le piste e le strutture utilizzate anche per queste attività di scuola e quindi sottratte ai voli tradizionali». Leonelli, infine, torna a chiedere che si dia attuazione alla sua mozione volta al cambio del management.

Twitter @DanieleBovi

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