martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:39

Acque Minerali, due giorni di stop alla produzione e cassa integrazione: incontro a Roma

Il 12 marzo fissato tavolo al ministero: intanto i sindacati organizzano un presidio davanti ai cancelli

di Massimo Colonna

Due giorni di stop alla produzione «per mancanza di materie prime e cassa integrazione per i lavoratori». Intanto è stato fissato l’incontro al ministero per il 12 marzo e lunedì i sindacati nazionali hanno organizzato una conference call con i rappresentanti dell’azienda. Questi gli ultimi aggiornamenti per il gruppo Acque Minerali di San Gemini e Acquasparta.

Due giorni di stop Il primo provvedimento in ordine di tempo è quello intrapreso dai rappresentanti dei lavoratori. La Rappresentanza Sindacale Unitaria infatti «chiede alle lavoratrici e ai lavoratori un presidio davanti ai cancelli della fabbrica per lunedì 2 marzo a partire dalle 9 e fino alle 17, in attesa dell’incontro che le sigle nazionali organizzeranno con la proprietà». Alle 17.30 di lunedì infatti è in programma un incontro telefonico proprio con l’azienda per cercare di fare il punto della situazione. Per lunedì e martedì dunque fissati due giorni di stop alla produzione.

Al ministero Nel frattempo il ministero dello Sviluppo economico ha convocato per il 12 marzo, alle 11, nella sede di via Molise, «l’incontro richiesto dalle segreterie nazionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per fare il punto sulla situazione del gruppo Acque minerali d’Italia, di cui fa parte anche la Sangemini». Al tavolo dovrebbe prendere parte il vice capo di gabinetto del dicastero, Giorgio Sorial, il quale ha invitato i rappresentanti, oltre che delle organizzazioni sindacali, anche dell’azienda e delle Regioni Basilicata, Emilia Romagna, Umbria e Veneto, in cui si trovano i vari stabilimenti del gruppo.

Grimani: «Regione convochi tavolo permanente» A esprimere «grande preoccupazione è il parlamentare umbro» Leonardo Grimani secondo cui «la situazione è problematica e serve un intervento decisivo della Regione che rimane il soggetto titolare delle concessioni. Non è il momento del calcolo politico e ognuno si senta responsabilizzato a trovare delle soluzioni. Non si pensi a valutazioni politiche e non si cerchino capri espiatori. Si lavori tutti non per piazzare bandierine politiche ma per trovare soluzioni che diano respiro ai lavoratori. Dalle dichiarazioni di stampa leggo la disponibilità del ministero dello Sviluppo economico ad aprire un tavolo. Mi impegnerò direttamente con il ministro per far sì che alle enunciazioni seguano i fatti. E chiaro però che serve una immediata mossa da parte della Regione Umbria che deve convocare un tavolo permanente con proprietà e sindacati. Lunedì 2 marzo è stato istituito un presidio dei lavoratori al quale parteciperò per confrontarmi con i loro ed individuare una strada possibile per salvare l’occupazione e le acque minerali».

@tulhaidetto

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