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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 00:23

Acciaio inox da India e Indonesia, antidumping Ue oltre le resistenze Jindal

Sotto la lente della Commissione l’incremento delle importazioni di laminati a freddo, +17% tra ottobre 2020 e il gennaio scorso

 

Ast (foto Rosati)

di M. R.

Prosegue il lavoro della Commissione europea a tutela dell’industria siderurgica dell’Unione, con interventi di interesse anche per  Thyssenkrupp Ast. Come noto si susseguono le inchieste tese a valutare di volta in volta l’esistenza di un eventuale pregiudizio per il mercato dell’acciaio del Vecchio continente. A fronte delle ultime verifiche effettuate, su spinta di Eurofer, è stata disposta la registrazione delle importazioni di prodotti piatti di acciaio inossidabile (in questo caso laminati a freddo) originari dell’India e dell’Indonesia, nonostante il tentativo di opporsi da parte di Jindal, in Umbria conosciuta perlopiù per la produzione di film di polipropilene e la recente chiusura della Treofan di Terni con l’impegno a reindustrializzare il sito ma nell’ottica della non concorrenza.

Antidumping La misura introdotta fa riferimento è contemplata da un regolamento della Commissione la quale “può, dopo aver informato a tempo debito gli Stati membri, chiedere alle autorità doganali di adottare le misure opportune per registrare le importazioni, ai fini della successiva applicazione di misure a decorrere dalla data della registrazione. Le importazioni possono essere sottoposte a registrazione su domanda dell’industria dell’Unione che contenga elementi di prova sufficienti a tal fine. La registrazione è decisa con regolamento, che deve precisare gli scopi dell’intervento e, secondo i casi, l’importo stimato di eventuali futuri dazi da pagare. Le importazioni non sono soggette a registrazione per un periodo superiore a nove mesi”.

Inox laminato a freddo La Commissione ha valutato i dati relativi alle importazioni dall’India e dall’Indonesia a seguito dell’apertura di una recente inchiesta antidumping (ossia il momento in cui gli importatori erano informati, o avrebbero dovuto essere informati, delle pratiche di dumping) fino al periodo più recente, ossia da ottobre 2020 a gennaio 2021. Dall’altro lato, la Commissione ha calcolato le importazioni indiane e indonesiane per lo stesso lasso di tempo durante il periodo dell’inchiesta, ossia da ottobre 2019 a gennaio 2020, oltre al volume medio mensile delle importazioni durante l’intero periodo di indagine. Ha riscontrato che il volume medio mensile delle importazioni di prodotti piatti di acciaio inossidabile laminati a freddo dai paesi interessati nel periodo compreso tra ottobre 2020 e gennaio 2021, ossia dopo l’apertura del procedimento antidumping, era del 17 % superiore rispetto al volume medio mensile delle importazioni durante il periodo di inchiesta e del 6% superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Commissione Ue Nonostante le osservazioni formalizzate da Jindal, la Commissione Ue ha concluso che i criteri per la registrazione sono soddisfatti. Se poi dalle risultanze dell’inchiesta dovesse emergere la necessità di istituire dazi antidumping, questi possono essere riscossi, in caso di determinate circostanze, a titolo retroattivo sulle importazioni registrate. L’eventuale pagamento di futuri dazi dipenderà dunque dall’esito delle indagini. «Secondo le asserzioni contenute nella denuncia con cui è stata chiesta l’apertura di un’inchiesta antidumping per i prodotti inox laminati a freddo, i margini di dumping stimati sono pari al 48,8 % per l’India e sono compresi tra il 15,6 % e il 34,4 % per l’Indonesia.  Tuttavia, qualora la Commissione accertasse che per l’India e/o l’Indonesia sono soddisfatte certe condizioni come previsto dal regolamento base di riferimento, il margine di dumping potrebbe essere considerato tale da riflettere il pregiudizio subito dall’industria dell’Unione.

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