domenica 23 febbraio - Aggiornato alle 02:38

A Terni i lavoratori delle pulizie dal prefetto: «Stipendi da 150 euro al mese, non si vive»

Gare al massimo ribasso e 24 persone sul lastrico: «Perdiamo la casa e ci staccano le utenze per morosità»

Lorenzo Pulcioni

«La situazione è drammatica, ci sono famiglie sul lastrico costrette a vivere con 100-150 euro al mese». Lo sfogo è della signora Patrizia Maccaglia, che parla per le 24 lavoratrici e lavoratori per le pulizie degli immobili che hanno come committente il Comune di Terni.

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Lavoratori e famiglie sul lastrico Insieme ai rappresenti sindacali hanno improvvisato venerdì mattina un sit-in di fronte Palazzo Bazzani prima di essere ricevuti dal prefetto. E lunedì saranno per lo stesso motivo in consiglio comunale. «Lavoratori e rispettive famiglie stritolati per effetto della logica di assegnazione degli appalti al massimo ribasso adottata dal Comune di Terni negli ultimi anni» scrivono in una nota congiunta Filcams Cgil Terni, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Umbria.

Perdita della casa e utenze staccate «Per molti di noi, gli ultimi tre anni hanno significato la perdita della casa e il distacco delle utenze per morosità – aggiunge la signora Patrizia – abbiamo fatto scioperi ma non si è mai risolto nulla. Così non si vive». Spiega Matteo Lattanzi della segreteria Filcams Cgil Terni: «Al Prefetto rappresentiamo la condizione di lavoratori che hanno assitito a gare al massimo ribasso che hanno portato a riduzioni dello stipendio anche del 60%. Come se non bastasse, un’azienza che si è aggiudicata l’appalto, non ha nemmeno corrisposto gli interi emolumenti dovuti, oltre al completo trattamento di fine rapporto. Soltanto in occasione dell’ultima gara, con enorme fatica, si è assisito ad un lieve aumento delle ore che, comunque, sono del tutto insufficienti per dare dignità al lavoro che viene svolto».

L’appalto prorogato alla ditta uscente I sindacati si battono per l’apertura di una gara di durata almeno triennale e basata sul criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come indicato nel codice degli appalti e in tutte le linee guida Anac. «Gara bandita dal Comune di Terni con termine di presentazione delle domande fissato al 30 maggio 2019, ma ad oggi dell’assegnazione non vi è traccia – concludono i sindacati – al contrario il Comune di Terni ha prorogato più volte l’appalto alla ditta attualmente uscente e, nei giorni scorsi, abbiamo appreso che è stata contemporaneamente bandita una gara-ponte della durata iniziale di 45 giorni, sempre con il criterio del massimo ribasso».

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