lunedì 10 agosto - Aggiornato alle 03:39

A Terni crescono infortuni e incidenti mortali sul lavoro, Rampiconi: «Fiom pronta a confronto su sicurezza»

Il messaggio nel segretario alla vigilia del rogo della Thyssen di Torino del 2007: «Da allora otto morti in Ast»

Rampiconi eletto segretario provinciale Fiom

«Nella provincia di Terni gli infortuni sul lavoro salgono da 208 a 223, mentre gli incidenti mortali passano da 4 a 5 addirittura in controtendenza negativa con il dato nazionale». Lo dice Alessandro Rampiconi, neo segretario della Fiom-Cgil di Terni, leggendo il report dell’Inail relativo ai primi dieci mesi del 2019 alla vigilia del dodicesimo anniversario dal rogo della Thyssen di Torino «che per noi – rileva – è una ferita ancora aperta e per questo questo vogliamo ricordare Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino caduti sul lavoro».

Per Rampiconi «il sacrificio di questi sette lavoratori e colleghi, così come quello degli otto che da allora ad oggi sono morti nel sito Ast di Terni, ci indigna anche perché sembra essere stato vano alla luce dei dati Inail». Il sindacalista in merito chiede a industriali e rappresentanti istituzionale come si possa, con questi numeri per infortuni e incidenti mortali sul lavoro, parlare della nascita a Terni del primo distretto italiano della sostenibilità, che per noi – dice Rampiconi – è un elemento fondamentale dello sviluppo, ma questa va intesa, però, non solo come rispetto dell’ambiente, ma anche della salute e della sicurezza dei lavoratori. Come Fiom ci mettiamo a disposizione delle altre sigle sindacali metalmeccaniche, delle controparti e delle istituzioni per avviare un confronto su questi temi che per noi rappresentano una priorità».

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