lunedì 17 febbraio - Aggiornato alle 17:57

A Perugia come negli Usa, parrucchieri ed estetisti possono affittare poltrona e cabina

Si può ora esercitare la professione noleggiando attrezzatura e location, ecco le novità introdotte per il settore

Una parrucchiera

A Perugia sarà ora possibile attivarel ‘ “affitto di poltrona”, rivolto agli acconciatori, e l’affitto di cabina, dedicato agli estetisti. La Giunta comunale ha approvato la delibera che rende possibile questa novità nel territorio comunale. «Questo progetto, ormai una realtà negli Stati Uniti e nel Regno Unito, consente al titolare di un’impresa artigiana di affittare uno spazio all’interno della propria attività ed una parte delle attrezzature a giovani professionisti, già in possesso di abilitazione professionale per l’esercizio in forma autonoma delle attività di acconciatore ed estetista», è quanto recita una nota di palazzo dei Piori.

La nota «Quali documenti produrre Per l’avvio dell’attività – si legge ancora – è richiesta, ai sensi del d.lgs. 222 del 2016 la sola presentazione della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) in cui dovranno essere indicati: le generalità del concedente e dell’affittuario, l’indicazione del locale e degli specifici spazi in cui l’affittuario opererà in affitto, le dichiarazioni sul possesso di tutti i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività (antimafia, professionali, ecc.)».

Le ragioni Ed ecco i vantaggi secondo i promotori: «Da un lato consente una riduzione dei costi di gestione da parte degli operatori già in attività attraverso l’affitto delle proprie strumentazioni (poltrone e cabine), mentre dall’altro permette ai giovani professionisti, privi delle disponibilità di risorse per organizzare un’impresa, di accedere a costi contenuti al mondo del lavoro autonomo con un significativo risparmio dell’investimento iniziale necessario per l’acquisto di sedi e attrezzature. Ed ancora l’iniziativa ha il pregio di contrastare i fenomeni di abuso ed irregolarità che alimentano la cosiddetta “economia sommersa”, provocando ingenti danni al tessuto economico. Nel contempo il progetto consente di ridurre in maniera considerevole sia il lavoro nero, spesso esercitato a domicilio senza alcuna garanzia in termini igienici e fiscali, sia i rischi per la salute, favorendo al contrario il rispetto dei requisiti d’igiene e sanità, e delle norme in materia di sicurezza sul lavoro».

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