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12 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:24

E’ morto a 81 anni a Roma l’economista Paolo Leon, Marini: «Ha contribuito allo sviluppo dell’Umbria»

«È stato uno dei punti di forza della Regione dalla sua istituzione fino alle politiche e della programmazione»

E’ morto a 81 anni a Roma l’economista Paolo Leon, Marini: «Ha contribuito allo sviluppo dell’Umbria»

E’ morto a Roma, all’età di 81 anni l’economista Paolo Leon.

Il ricordo di Marini «Con la scomparsa di Paolo Leon perdiamo un grande economista, molto legato all’Umbria e all’istituzione regionale, alla cui crescita ha contribuito con impegno e passione, profondendo le sue competenze dalle prime fasi della stagione del regionalismo». È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, esprimendo il profondo cordoglio personale e della Giunta regionale.

Ha contribuito alla crescita della Regione «Paolo Leon – ricorda – era molto legato all’Umbria dove ha operato fin dagli anni Settanta, consulente prestigioso e prezioso della Giunta regionale. È stato uno dei punti di forza della Regione, collaborando dalla sua istituzione alla maggiore qualificazione delle politiche e della programmazione regionale. In seguito ha lavorato, tra l’altro, al Piano regionale di sviluppo degli anni 98-2000 e il suo contributo per rafforzare l’Umbria in tutte le sue componenti, anche successivamente, è stato a tutto campo, approfondendo dal restauro e valorizzazione dei beni culturali agli studi sulle trasformazioni socioeconomiche dell’Umbria propedeutiche alla stesura del Piano sociale regionale degli anni Duemila, alle nuove politiche del paesaggio come risorsa per la qualità e lo sviluppo competitivo. È anche grazie a lui – conclude la presidente – che la Regione si è dotata di una capacità di programmazione che ancora oggi riveste importanza. L’Umbria gli è riconoscente per il lavoro svolto e per questo patrimonio di studi, idee e proposte che ci lascia».

Profilo internazionale Paolo Leon – come riporta Wikipedia – è stato un economista keynesiano. Laureato in Legge, e dopo un periodo di lavoro all’Ufficio studi dell’ENI sotto la direzione di Giorgio Fuà, è research student (1959) presso l’Università di Cambridge, con una borsa di studio Bonaldo Stringher della Banca d’Italia. Il suo tutor è Richard Kahn, che sarà una guida decisiva per la sua comprensione del pensiero keynesiano. Non minore sarà l’influenza di Federico Caffè, con il quale il rapporto durerà quasi trent’anni. Nel 1961 entra alla Banca Mondiale, dove ricopre diverse posizioni, da economista senior a capo divisione. Rientra in Italia nel 1968, diventa libero docente in Economia Politica (1969), e insegna Economia dello Sviluppo alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, con Beniamino Andreatta (1970-74). Diventa professore straordinario di Economia Politica nel 1974 e ordinario nel 1980: insegna a Catania, Venezia, Roma e presso la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. È cofondatore della Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tre, intitolata a Federico Caffè, nel 1992, di cui poi diventò professore emerito di Economia Pubblica. Ha diretto diversi centri studi indipendenti: Arpes (1970-80), Crel (1974-76), Cles (1982-2000), tutti dedicati alla ricerca economica e sociale. Si specializza nell’analisi costi/benefici, specialmente applicata ai settori fuori mercato (cultura, istruzione, ambiente, formazione professionale), e nello studio del mercato del lavoro. È stato consulente della Cassa per il Mezzogiorno, per l’applicazione dell’analisi dei sistemi ai progetti idraulici e di trasporto, dell’Italconsult, per i progetti agricoli, delle Regioni Toscana e Marche per l’analisi dei distretti industriali, del’Unione europea per le prospettive dell’occupazione. Ha introdotto le categorie dell’analisi economico collettiva nelle perizie, per conto dello Stato, in cause relative al danno ambientale (naufragio Haven, Lago Maggiore, Marghera, Carrara, Priolo). È stato consulente, tra le altre istituzioni pubbliche italiane, del Ministero del Bilancio, del Lavoro, dell’Ambiente. Dal 2007 al 2012 ha presieduto l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Ha diretto la rivista ‘Economia della Cultura’. Si è anche impegnato in politica, militando nel Partito Socialista Italiano.

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