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30 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:51

È morta Anna Marchesini: l’attrice nata a Orvieto si è spenta sabato a 63 anni. Lunedì funerali in città

A darne l'annuncio durante la mattinata è stato il fratello Gianni con un post su Facebook. Renzi: «Talento straordinario, ci mancherà»

È morta Anna Marchesini: l’attrice nata a Orvieto si è spenta sabato a 63 anni. Lunedì funerali in città
Anna Marchesini

Addio ad Anna Marchesini: l’attrice nata a Orvieto è morta nelle scorse ore. A renderlo noto su Facebook il fratello Gianni. «Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione – dice in un post – tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella Anna Marchesini. Grazie a tutti. Non sarò in grado di rispondervi». L’attrice, storica componente del Trio assieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, era malata da tempo di artrite reumatoide. «Profondo cordoglio alla famiglia di Anna Marchesini per la triste notizia della morte di una concittadina così importante, che ha dato lustro alla nostra città» dice il sindaco di Orvieto Giuseppe Germani ricordando la figura dell’attrice, che da tempo viveva fuori città. Germani annuncia che scriverà alla famiglia un messaggio e che verranno organizzate iniziative in ricordo dell’attrice. I funerali si terranno in forma privata alle 16 lunedì a Orvieto. Alla famiglia sono arrivate anche le condoglianze del presidente del Consiglio Matteo Renzi «Talento purissimo – dice -, ci mancheranno la sua discrezione e il suo coraggio con cui ha combattuto fino all’ultimo giorno. Le saremo grati per le tante risate che ci ha regalato nei suoi anni di straordinaria carriera».

Solenghi «In questo momento mi piace ricordare Anna e non la Marchesini. Mi piace ricordare, cioè, l’amica e la sorella con la quale ho condiviso 12 anni di vita in comune». Sono le parole di Tullio Solenghi membro del Trio Marchesini, Solenghi, Lopez, pubblicate dalle principali testate on line nazionali. «Preferisco pensare ad Anna – dice ancora – non soltanto come ad una grande attrice comica, quale è stata per 40 anni. Ma ad un’amica di cui si ricordano tutti gli aspetti privati. E’ stata un prodigio e ha contribuito a far diventare il Trio quello che è stato per tanti anni. Ma ora penso soprattutto alla persona che è stata».

Lopez E’ un «grande dolore», fa eco l’altro componente del trio, Massimo Lopez, nel suo messaggio.  «Ho appreso la notizia – riportano le principali testate nazionali on line – da Tullio Solenghi con il quale sono sempre stato in contatto specialmente in queste settimane durante le quali lei era ricoverata dato il peggioramento improvviso delle sue condizioni». «Furono ’14 anni di trio – dice ancora – dove quotidianamente si rideva senza sosta. Anna era un pilastro della comicità, la donna che più mi ha fatto ridere nella vita. E nel ‘dopo Trio’ abbiamo continuato a frequentarci e a ridere. Anna – conclude Lopez – ha ironizzato anche sulla sua stessa patologia, esorcizzandola e dando a noi tutti un grande esempio».

Renzi Il presidente del Consiglio Matteo Renzi esprime il suo cordoglio alla famiglia di Anna Marchesini, «talento purissimo, ci mancheranno – afferm a- la sua discrezione e il suo coraggio con cui ha combattuto fino all’ultimo giorno. Le saremo grati per le tante risate che ci ha regalato nei suoi anni di straordinaria carriera».

Marini «Ci mancherà molto la sua straordinaria ironia, la sua ineguagliabile capacità di farci ridere. Donna di grande intelligenza, forza e coraggio, ha segnato la storia della commedia italiana, ma anche del teatro e della televisione. Ci lascia però il suo immenso e contagioso sorriso. Di tutto ciò le siamo profondamente grati». Sono le parole della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. «certa di interpretare – ha aggiunto Marini – il sentimento di tutti gli umbri che oggi piangono una attrice di grandissimo talento. Così come sono certa che ogni umbro, ed io per prima, ci sentiamo orgogliosi delle sue origini».
La presidente Marini ha voluto inoltre esprimere al fratello dell’attrice e a tutti i suoi familiari il cordoglio di tutta la Giunta regionale.

Testamento ironico «Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri – ha scritto con la sua solita ironia sul suo sito -. È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare…. e se mi ribocciano? E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!».

La biografia da Wikipedia Anna Marchesini nacque a Orvieto il 19 novembre 1953 (nella sua carta d’identità la data che compare è in verità quella del 18 novembre), frequentò la scuola elementare saltando la seconda classe e passando direttamente alla terza, riducendo così i suoi anni di studio. Dopo le scuole medie, frequentò il Liceo Classico di Orvieto e a soli 18 anni si iscrisse al corso universitario di Psicologia dell’Università di Roma, conseguendo la laurea a 22 anni nel 1975. Nel 1976 entrò all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e si diplomò nel 1979 come attrice di prosa.

Ancora allieva all’accademia, nell’estate del 1976 esordì nello spettacolo Il borghese gentiluomo di Molière, sotto la regia di Tino Buazzelli. Ogni estate (dal 1979 al 1981), eseguì una pièce estiva con la regia di Lorenzo Salveti, suo insegnante; alcune rappresentazioni realizzate furono Le donne al parlamento e Gli uccelli di Aristofane. Nel 1979, dopo il diploma, entrò in compagnia teatrale al Piccolo di Milano e sotto la regia di Virginio Puecher recitò in Platonov di Anton Čechov.

Nel 1980, per la regia di Mario Scaccia e Nino Mangano, prese parte a Il Trilussa Bazar di Ghigo De Chiara, nel 1981 al Barbiere di Siviglia sotto la regia di Mario Maranzana e nel 1982, per la regia di Tonino Pulci, al Fantasma dell’Opera. Sempre nel 1982 lavorò per la prima volta con Tullio Solenghi, in un programma svizzero per italiani.

Già da tempo l’attrice si era impegnata in un’intensa attività nel campo del doppiaggio, campo che nel corso della sua carriera ritroverà in varie occasioni. È stata doppiatrice di Judy Garland nella seconda edizione restaurata de Il mago di Oz (1980) nonché di numerosi ruoli in cartoni animati trasmessi nei primi anni ottanta. La si può ricordare in cartoni animati tra cui Lo specchio magico o Time Bokan-La macchina del tempo. Nell’ambiente del doppiaggio nel 1982 incontrò Massimo Lopez, entrambi alle voci dei protagonisti della serie animata Supercar Gattiger.

Il Trio Nel 1982 Il Trio Marchesini-Lopez-Solenghi esordì su RadioDue col programma radiofonico Helzapoppin[3] (dal celebre musical 1938 Hellzapoppin’ e dall’omonimo film del 1941 di Henry C. Potter). I tre furono scritturati dalla RAI di Genova per un programma radiofonico del sabato mattina di 13 puntate che però, per il buon successo, divennero 52.

Nel 1985, dopo aver inviato una videocassetta a Enzo Trapani, il Trio fu scelto per 8 puntate televisive del varietà Tastomatto, affiancando Pippo Franco alla conduzione.[3] Qui nacquero molti degli sketch che li resero famosi, in primis le parodistiche interpretazioni telegiornalistiche e pubblicitarie. Nel 1985 Anna Marchesini prende parte al film A me mi piace, diretto da Enrico Montesano.

Con le 40 puntate di Domenica in nel 1985/1986, il Trio fu premiato come Rivelazione dell’Anno. Nel 1986 i tre prendono parte a Fantastico 7. Grazie al programma diventano conosciuti a livello mondiale per uno sketch considerato offensivo nei confronti della madre di Ruhollah Khomeyni.[3] Malgrado l’imbarazzo internazionale dovuto allo sketch, questo varrà loro un articolo sulla rivista statunitense Variety e alcuni spettacoli oltreoceano, al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires.

Il grande impatto sul pubblico e il loro talento comico li lancia sul palco dell’Ariston per ben tre volte (Sanremo 1986, Sanremo 1987 e Sanremo 1989). Contemporaneamente si ha il ritorno del Trio a teatro, pur non tralasciando gli impegni col pubblico televisivo. Sono quindi, rispettivamente, del 1987 e del 1991 gli spettacoli Allacciare le cinture di sicurezza e In principio era il trio. Entrambi i lavori ottennero un buon successo, furono portati in tournée per molti anni e furono ripresi in televisione più volte. Allacciare le cinture di sicurezza fu anche premiato con un Biglietto d’Oro.

La loro fama e comicità raggiunge il culmine nel 1990 con I promessi sposi, rilettura parodistica dell’omonimo romanzo manzoniano, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, ascolto medio di 13 milioni di spettatori con picchi di 17 milioni. Il 19 settembre 1991 Anna Marchesini sposa l’attore tarantino Paki Valente con rito civile a Parigi. I due avranno una figlia nel 1992, Virginia, e divorzieranno nel 1999.

Lo scioglimento del Trio avvenne nel 1994, quantomeno nelle sue produzioni, dato che nulla lasciò intendere la fine del gruppo comico (cosa confermata dal loro ritorno sugli schermi per la commemorazione dei 25 anni di attività, avvenuto nel 2008 con la trasmissione Non esiste più la mezza stagione). Sembra che il motivo sia stato il desiderio di Massimo Lopez di sperimentare una carriera da solo. Ne seguì una collaborazione Solenghi-Marchesini nel 1994: La rossa del Roxy Bar[3] ma, contemporaneamente, la pubblicazione del libro Uno e Trino di Tullio Solenghi confermò la fine di un boom di comicità durato più di dieci anni.
Carriera solista

Nel 1995 Rai Uno commissiona all’attrice la registrazione di uno spettacolo comico solista, un monologo coi principali personaggi dell’artista. Nel 1996/97 si ha l’ultima collaborazione Marchesini-Solenghi al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo Due di Noi, una pièce di due atti unici che contiene una breve commedia comica, I Cinesi.

Nel 1998 ritorna con le sue caricature e parodie di personaggi noti al pubblico, in trasmissioni quali Quelli che il calcio e La posta del cuore. Lo strepitoso “rinato” successo la dirige nuovamente a Sanremo, questa volta solista, al fianco di Fabio Fazio, interpretando molti personaggi, da Rita Levi-Montalcini a Gina Lollobrigida.

Segue quindi il primo spettacolo teatrale da solista, Parlano da sole del 1998, debuttato al Teatro Olimpico di Vicenza. Lo spettacolo è diviso in due atti: il primo è una reinterpretazione de Un letto fra le lenticchie di Alan Bennett e de Anna Cappelli di Annibale Ruccello; nel secondo si ha l’interpretazione di molti dei suoi personaggi. Del 1999 è invece Una patatina nello zucchero, con esordio sempre al Teatro Olimpico, e la partecipazione al Festival di Sanremo, dove ha interpretato alcuni dei suoi personaggi più noti. Nel primo atto troviamo ancora Alan Bennett con i monologhi Una patatina nello zucchero e L’Occasione d’Oro; nel secondo un monologo della sessuologa Merope Generosa.

Nel 2000 si ha la pubblicazione del libro Che siccome che sono cecata (motto caratteristico di uno dei suoi personaggi più conosciuti, la signorina Carlo), edito da Arnoldo Mondadori Editore e corredato di un video di 85 minuti per la collana I mostri della comicità. L’attrice torna varie volte al doppiaggio; da citare il ruolo di Yzma ne Le follie dell’Imperatore della Disney (2000).

Il 2001 è l’anno dello spettacolo teatrale La cerimonia del massaggio tratto da un lungo racconto di Alan Bennett e riadattato a monologo di ben 10 personaggi. Lo spettacolo esordisce al Teatro Eliseo e al Piccolo Teatro di Milano e sarà in tournée per due anni. Segue la sua ultima comparsa al festival di Sanremo (2002), al fianco di Pippo Baudo nel ruolo della sessuologa Merope Generosa, famosa insegnante di educazione sessuale che, durante le sue lezioni, si lascia trascinare nel racconto delle sue esperienze disastrose con gli uomini, nonché da doppi sensi intercalati costantemente nelle sue frasi.

Nel 2005, da Le due zittelle di Tommaso Landolfi, rielabora un monologo comico di ben 15 personaggi differenti. L’attrice recita al Teatro Eliseo, al Piccolo di Milano e al Teatro Valle di Roma.

Nella seconda parte del 2006, in pieno periodo di repliche dell’ultimo spettacolo Le due zittelle, tutte le date rimaste (Arezzo, Firenze, Torino, Piacenza e altre) vengono improvvisamente annullate in tutta Italia a causa di un attacco di artrite reumatoide, che le causerà una lunga assenza dalle scene prima del recupero.

Nel 2008 si ha il ritorno in televisione, dopo una lunga assenza per la sua malattia, nella celebrazione dei 25 anni di attività de Il Trio, alla conduzione, insieme con Solenghi e Lopez, dello spettacolo Non esiste più la mezza stagione (titolo che deriva da uno dei più noti sketch teatrali del trio). Lo spettacolo, in onda su RaiUno, è in tre puntate (sabato 8-15-22 marzo) e ripercorre la carriera dei tre artisti comici. Alla fine dello stesso anno esordisce con la pièce teatrale, Giorni felici di Samuel Beckett.

La sua casa di produzione, la Marisa srl, è una società di cui la stessa Marchesini è socia assieme alla sorella. Il nome di tale società è stato spesso utilizzato negli spettacoli del Trio per personaggi vari, e continua tuttora ad apparire nelle produzioni più recenti degli spettacoli di Anna Marchesini. Dal 2007 insegna all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

La scomparsa
L’attrice, dopo aver a lungo combattuto contro l’artrite reumatoide, si è spenta il 30 luglio 2016, all’età di 62 anni.

©Riproduzione riservata

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  • Gigi Pica

    Ci ha lasciato una grandissima attice….

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