lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:38
10 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:00

Duplice omicidio Cenerente, Cassazione conferma le condanne degli assassini di Maria e Sergio

Ergastolo per Ndrek Laska, 20 anni per Artan Gioka. La decisione della Suprema Corte arriva in serata. Madre e figlio sono state uccise nell'aprile 2012 dai rapinatori che cercavano l'oro

Duplice omicidio Cenerente, Cassazione conferma le condanne degli assassini di Maria e Sergio

di Enzo Beretta

Condanna definitiva all’ergastolo per Ndrek Laska e 20 anni di reclusione per Artan Gioka, due dei tre albanesi che durante la notte tra il 5 e il 6 aprile 2012 hanno ucciso a Cenerente l’orafo Sergio Scoscia e l’anziana madre Maria Raffaelli. La sentenza della prima sezione della Corte di Cassazione è arrivata in serata. Le vittime sono state uccise durante un tentativo di rapina alle porte di Perugia.

Il ruolo della prostituta Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile di Perugia, coordinata dal sostituto procuratore Claudio Cicchella, la loro abitazione era stata presa di mira da una banda di malviventi albanesi, indirizzati da una giovane prostituta che frequentava la zona. Per Marjana Perdoda, che aveva saputo dell’attività di orafo di Scoscia e della presenza in casa di una cassaforte con molto oro, è stata confermata la condanna a quattro anni e dei mesi di carcere.

Commando in azione Stando alla ricostruzione della polizia – diretta dal vicequestore Marco Chiacchiera – il commando a fatto irruzione entrando da una finestra e sorprendendo madre e figlio. Sergio Scoscia è morto dopo essere stato colpito in più parti del corpo con un martello mentre l’anziana madre è stata colta da un malore dopo che era stata immobilizzata e imbavagliata. Artan Gioka e Ndrec Laska sono stati individuati e arrestati in Albania, dove erano fuggiti il giorno successivo al duplice delitto. Ora si trovano detenuti nelle carceri di Viterbo e Spoleto. Entrambi (difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli e Daniela Paccoi) hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, diversamente dal loro presunto complice Alfons Gjergji che ha scelto il giudizio ordinario ed è stato condannato dalla Corte d’assise di Perugia all’ergastolo.

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