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16 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:01

Duemila ragazzi «abbracceranno» le mura etrusche. E arriva «Malbus», il profumo di «Perugia 1416»

I ragazzi di 30 scuole della città parteciperanno all'iniziativa organizzata da «Radici di pietra»

Duemila ragazzi «abbracceranno» le mura etrusche. E arriva «Malbus», il profumo di «Perugia 1416»
La conferenza stampa

Saranno circa duemila, appartengono a trenta scuole diverse e si ritroveranno il prossimo 20 maggio in piazza IV Novembre i ragazzi delle scuole perugine che parteciperanno a «Abbracciamo le mura». L’evento, ideato dall’associazione «Radici di pietra» con il patrocinio di Comune di Perugia, Unicef e Asl (Piedibus), è stato presentato lunedì a palazzo dei Priori. Non solo idealmente, ma anche fisicamente i bambini, gli studenti, gli accompagnatori, ma anche i semplici cittadini abbracceranno le mura etrusche di Perugia che si estendono per circa tre chilometri. Poi i cinque cortei, uno per ciascun rione secondo la divisione fatta in occasione di Perugia 1416, circonderanno la Fontana Maggiore. «L’evento vuole celebrare – è stato detto lunedì – la “nascita” della città e prendere in carico la propria peruginità. L’eccezionale valore simbolico dei grandi che consegnano ai propri figli la custodia dei valori più intimi e formanti della città esprime certamente, attraverso il tracciato delle sue mura più antiche, il momento di sintesi più alto».

Identità «Poche cose – hanno spiegato gli organizzatori, tra i quali il presidente dell’associazione Michele Bilancia – danno il senso di una sana appartenenza a una comunità come la famiglia su cui poter contare, le bellezze della propria città di cui essere fieri e, magari, la squadra del cuore con la quale sognare. Ebbene l’abbraccio delle mura è una sintesi felice di tutto questo, specie se questo abbraccio si sviluppa intorno alle mura più antiche della città, quelle etrusche, che, per tanti secoli, hanno rappresentato sentimenti condivisi di custodia e motivo diffuso d’orgoglio per le innumerevoli generazioni dei bambini che, proprio dentro il recinto di quelle mura, sono cresciute e si sono proficuamente sviluppate. Chiamare i bambini ad abbracciarsi tra loro ed a riflettere, anche giocando, su tutto questo è un modo alto di far loro sapere quanto sono fortunati. E’ un modo discreto di dirgli che anche altri bambini, meno fortunati di loro, hanno tutto il diritto di sentirsi orgogliosi del proprio passato, perché è da lì che vengono. E che anche per loro, magari attraverso un piccolo aiuto ed un sorriso, c’è e sempre ci sarà un muro della memoria da costruire ed abbracciare, l’unico in grado di abbattere quello dell’odio e dell’indifferenza».

Storia «Abbracciamo le mura» coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori, oltre a molte associazioni in un abbraccio fisico che si svilupperà in due momenti: la catena di bambini in un primo momento guarderà verso le mura per riscoprire la propria città; successivamente i bambini si gireranno dalla parte opposta per aprirsi al mondo. Alla conferenza stampa erano presenti anche gli assessori Dramane Waguè e Urbano Barelli: «“Abbracciamo le mura” – ha detto il primo – anticipa in qualche modo la rievocazione storica “Perugia 1416” che si terrà l’11 e 12 giugno, perché si basa su un forte senso di identità. L’organizzazione non è stata facile, ma questo enorme sforzo ci consentirà di dare un segnale forte ai nostri giovani». «Dobbiamo essere ambiziosi – ha aggiunto il secondo – partendo dal passato per costruire un futuro saggio. Abbiamo il compito di recuperare l’identità per non soccombere di fronte al panorama globale. Ciò potrà avvenire costruendo e recuperando luoghi che fanno parte della nostra storia, esaltando le eccellenze della città».

Programma Tecnicamente l’evento è stato pensato suddividendo le scuole, in base alla loro posizione geografica, per rione, cui sono stati attribuiti colori identificativi specifici: a quello di Porta San Pietro il giallo, a Porta Sole il bianco, a Porta Sant’Angelo il rosso, a Porta Santa Susanna l’azzurro e a Porta Eburnea il verde. A ogni rione poi è stato attribuito un tratto di mura di pertinenza e i ragazzi confluiranno nei cinque punti di incontro (San Francesco al Prato, Piazza del Drago, piazza del Circo, piazza Matteotti e piazza Grimana) per poi essere dislocati lungo i 3 km delle mura. Al segnale convenuto ci sarà l’abbraccio. Al termine la catena si scioglierà ed i ragazzi confluiranno verso la propria porta di appartenenza (arco Etrusco, arco dei Gigli, Porta Cornea, Arco della Mandorla e porta Trasimena) ove inizieranno i cortei lungo le vie regali. I gruppi alla fine confluiranno in piazza IV Novembre dove saranno accolti dalle ballerine del Corpo di ballo del Morlacchi. Al termine sono previsti i giochi davanti alle scalette della sala dei Notari: per ogni singolo rione sarà formata una squadra di cinque studenti. I ragazzi dovranno tirare un pallone all’interno di un “canestro” ritagliato su un pannello fotografico che riproduce la sagoma dell’arco Etrusco. Al rione vincitore verrà assegnato il palio realizzato dall’artista Maria Elisa Leboroni.

Profumo Dell’identità di Perugia, ma stavolta da un lato finora inesplorato, aspira a diventare una parte «Malbus», profumo per uomo e per donna creato dalla «Sargenti profumi» che verrà presentato nei giorni che precederanno Perugia 1416. «L’idea che sta alla base di Malbus – spiega il fondatore Carlo Sargenti – è quella di riportare la città di Perugia all’eleganza che la caratterizzava nel passato: un’epoca in cui il nostro Corso Vannucci era un defilé di classe e di bellezza». Il prodotto è realizzato con la flora autoctona di Monte Malbe e secondo Sargenti «la nuova fragranza si lega anche alla storia antica di Perugia. Ricerche e racconti popolari – dice – hanno portato ad una connessione tra Monte Malbe e il condottiero Braccio Fortebraccio, protagonista della prima rievocazione storica di Perugia. Durante l’ascesa a Perugia nella tarda primavera del 1416 Braccio Fortebraccio da Montone stazionò con le sue milizie a Monte Malbe, in una località detta la Murcia di Monte Malbe». «Malbus» rappresenta l’unione fra il nome antico di Monte Malbe e il colore bianco della pietra del sito, il calcare, in latino albus.

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