martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:06
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:15

Due particelle, Shakespeare e i buchi neri: vince Famelab Lorenzo Pizzuti, laureato a Perugia

Dietro di lui Maria Rachele Ceccarini, dottoranda in biologia molecolare dell’Università di Perugia che conquista anche il premio del pubblico. Ora per Pizzuti la finalissima in Inghilterra

Due particelle, Shakespeare e i buchi neri: vince Famelab Lorenzo Pizzuti, laureato a Perugia
Lorenzo Pizzuti

Si chiama Lorenzo Pizzuti, laureato in Fisica all’Università degli Studi di Perugia, ora dottorando dell’Università di Trieste e associato dell’Istituto nazionale di astrofisica all’Osservatorio astronomico di Trieste, il vincitore nazionale della quinta edizione di FameLab, l’«X Factor» per giovani ricercatori col talento della comunicazione che si è tenuto presso l’Auditorium dell’Agenzia spaziale italiana. In Italia Famelab è un evento coordinato dalla società perugina Psiquadro in collaborazione con British Council Italia. Pizzuti ha vinto grazie a una storia dedicata ai buchi neri che ha saputo catturare l’attenzione dei circa 400 studenti delle scuole superiori presenti in sala e affascinarli nei tre minuti a sua disposizione (i partecipanti non possono usare immagini o strumenti di laboratorio, al massimo qualche oggetto). Pizzuti ha usato la metafora della storia d’amore tra due particelle, con finale tragico e con tanto di citazione di Shakespeare, per sovvertire l’immagine consueta del buco nero che inghiotte tutto arricchendola di informazioni sui processi di evaporazione legati a questa singolarità misteriosa dell’Universo.

La vittoria Muovendosi sul palco quasi con la naturalezza da narratore consumato ha saputo trasmettere messaggi complicati e passione per la cosmologia della quale si occupa quotidianamente: «Ho cercato di parlare di un tema misterioso – ha detto – e degli effetti che ancora poco si conoscono come il fatto che un buco nero può anche emettere qualcosa». A scegliere il campione italiano la giuria composta da quattro esperti: Silvia Bonaccorsi dell’Università La Sapienza di Roma, Barbara Negri dell’Agenzia spaziale italiana, Giovanni Spataro de Le Scienze e per la prima volta nella storia di FameLab Italia una studentessa, Letizia Tiberia del Liceo scientifico di Ceccano.

Emozione grandissima «Ancora devo realizzare di aver vinto – ha detto a diregiovani.it Pizzuti – è una emozione grandissima essere riuscito a comunicare qualcosa. La ricerca va promossa, distribuita in modo che tutti la possano conoscere. È importante far capire la passione che ci mettiamo, l’argomento che ho scelto è di quelli che cercano di essere quasi fantascienza, i buchi neri, nominati in film e fiction. Ma quanto si sa di buchi neri realmente? Quali sono gli effetti che questi corpi hanno nell’evoluzione del nostro universo? È scienza e non fantascienza. Preparare questo argomento è stato difficile perché non è un qualcosa che si affronta con leggerezza. Shakespeare? Ricorrono i 400 anni della morte e allora ho pensato perché no?». Ora Pizzuti dovrà prepararsi per la finalissima del concorso internazionale, che si terrà l’8 e 9 giugno in Inghilterra, a Cheltenham, dove rappresenterà l’Italia sfidando altri 29 campioni provenienti da altrettanti paesi di tutto il mondo.

LA MASTERCLASS DI PERUGIA

Altro premio Un’altra buona notizia per l’Umbria è il premio del pubblico assegnato a Maria Rachele Ceccarini (seconda dietro Pizzuti per quanto riguarda l’opinione della giuria), dottoranda in biologia molecolare dell’Università di Perugia che ha parlato dei ritmi circadiani e degli studi di genetica e nutrizione dei quali si occupa. Presentandosi sul palco con un cavolfiore del quale ha raccontato i ritmi di vita, ha stimolato molte riflessioni sull’alternarsi di notte e giorno, genetica e alimentazione. Oltre a Pizzuti, che aveva superato le semifinali a Trieste, alla finale italiana di Roma hanno partecipato altri tredici concorrenti selezionati tra febbraio e marzo in sette città italiane, ovvero Trieste, Torino, Padova, L’Aquila, Ancona, Perugia e Napoli.

Che cos’è FameLab è un concorso internazionale che ha come obiettivo quello di ispirare, motivare e sviluppare le capacità dei giovani ricercatori a coinvolgere il pubblico sui temi della ricerca scientifica e tecnologica. La competizione che nel 2016 si è svolta in 30 paesi in tutto il mondo è stata introdotta in Italia nel 2012 e da allora ha coinvolto oltre 500 giovani ricercatori grazie alla collaborazione con oltre 40 istituzioni tra musei della scienza, festival, università, centri di ricerca e imprese. Il processo di selezione che inizia dalle competizioni locali approda alla finale internazionale che si tiene ogni anno a giugno in Inghilterra. Nel mese scorso a Perugia i 14 finalisti italiani hanno invece partecipato a una masterclass con Quentin Cooper, giornalista freelance e collaboratore della BBC.

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