SPECIALE FESTIVAL DI SPOLETO | 10 lug 2016

Due Mondi, premio Fondazione Fendi a sir Pappano: ‘Sua musica arriva al cuore della gente’

Il direttore dell'Orchestra Santa Cecilia protagonista della quinta edizione del riconoscimento

Due Mondi, premio Fondazione Fendi a sir Pappano: ‘Sua musica arriva al cuore della gente’

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di Chiara Fabrizi

«La sua musica arriva al cuore della gente». Sono probabilmente le parole del primo violino dell’Orchesta dell’Accademia nazionale Santa Cecilia, Roberto González-Monjas, quelle che meglio raccontano l’imprinting del suo direttore, sir Antonio Pappano, che dal 2002 è anche Music director della Royal Opera House-Covent Garden di Londra, protagonista della quinta edizione del premio istituito dalla Fondazione Carla Fendi «per onorare personalità di alto valore nel campo dell’arte della cultura e della creatività, come testimoni illustri del nostro tempo ed esempi di eccellenze per il nostro futuro».

Cangianze e premio: fotogallery

Cangianze: l’inganno del Barocco  L’appuntamento di domenica mattina al Caio Melisso-Spazio Fendi si è aperto con Cangianze: l’inganno del Barocco appositamente ideato da Quirino Conti per la quinta edizione del premio. Una performance tra contemporaneo e ardite elaborazioni barocche composta da tre diversi momenti di coralità, danza e canto. In scena è andata la vocalità classica dei Pueri Cantores, la sezioni delle voci bianche della Cappella Sistina che nella performance ha dialogato con le parole del poeta Giuseppe Manfridi su musica di Samuel Barber. Nel teatro di piazza Duomo è stato poi il turno di tre ballerini della Escuela Nacional de Ballet di Cuba, il meglio delle tradizioni accademiche europee e americane declinate con la vitalità e la musicalità  tipiche della Isla Grande; in contrapposizione con la  musica barocca di Gian Battista Lulli.

Premio Fondazione Fendi a sir Pappano A chiudere, tra gli applausi del pubblico del Due Mondi, Cangianze: l’inganno del Barocco, è stato il controtenore Max Emanuele Cencic, una tra le più importanti figure nella riscoperta della musica del XVIII secolo; accompagnato dal complesso barocco Il Pomo d’Oro. Sul palco per la consegna del premio sono quindi saliti la giornalista Piera Detassis e il collega Valerio Cappelli che hanno consegnato il premio a sir Pappano, dopo un breve video biografico del direttore, in cui è comparso anche il padre, professore di Canto scomparso quattordici anni fa: «Papà mi manca tanto – ammette il direttore Pappano – è stato molto importante per me, mi ha sempre incoraggio e non mi ha mai lasciato cadere nella depressione». Cappelli, al pari del primo violiono González-Monjas, evidenzia: «Sei proprio il direttore del due mondi, nato in Inghilterra poi trasferito negli States e infine sbarcato anche in Italia, ma sei anche un direttore che parla alla pancia dello spettatore con cui hai un rapporto fisico ed emotivo».

Concerto finale «Mi piace che anche nel concerto sinfonico il pubblico sia reattivo e viva un momento individuale, non condizionato da elementi visivi né dai costumi. Ho molta curiosità sul pubblico di questa sera (domenica, ndr) per il Concerto finale». E infatti Pappano dirigerà l’Orchesta di Santa Cecilia con la straordinaria partecipazione del pianista Stefano Bollani con cui verranno eseguite musiche di Arnold Schönberg, Franz Lehár e George Gershwin: «Per me e per il Festival di Spoleto é una grande cosa avere Pappano, sono anni che lo inseguo e finalmente l’ho preso. Gli ho anche chiesto di andare al di fuori dalla tradizione, del resto il programma del Concerto finale va in questa direzione, e di illustrare prima al pubblico con due parole il programma prima dell’esecuzione in piazza Duomo». Sul palco anche il sindaco Fabrizio Cardarelli e Carla Fendi: «Come sempre – dice la mecenate e cittadina onoraria di Spoleto – prevale la commozione e la gratitudine per voi che siete qui ad onorare grandi artisti».

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