SPECIALE FESTIVAL DI SPOLETO | 26 giu 2016

Due Mondi, Lorenzin: «Referendum è esame di maturità, se vince il No Italia commissariata»

Il ministro di Ncd ospite da Mieli: «Lavoriamo a costruzione di partito indipendente di riferimento per popolari e liberali. Vi racconto l'amore ai tempi di Berlusconi»

Due Mondi, Lorenzin: «Referendum è esame di maturità, se vince il No Italia commissariata»

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di Chiara Fabrizi

«Il referendum costituzionale è il nostro esame di maturità, se prevale il no l’Italia sarà commissariata». Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin a Spoleto dove, nell’ambito del Due Mondi, è stata ospite della rassegna Incontri di Paolo Mieli organizzata dal gruppo Hdrà.

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Il ministro Lorenzin da Mieli «Chi si sta battendo per il no rischia di trovarsi come gli inglesi all’indomani della Brexit, ossia impegnati in raccolte firme per tornare indietro. L’Italia – dice il ministro del Nuovo Centrodestra – a livello mondiale è ora giudicata positivamente, noi non ce ne rendiamo conto perché viviamo le nostre sofferenze quotidiane, ma il percorso fatto negli ultimi due anni ha portato i grandi Stati a riconoscere il cambiamento del Paese che a ottobre non è chiamato – evidenzia – a votare il governo Renzi, per quello ci sono le mozioni di sfiducia. Mi auguro – ha detto la Lorenzin – che una volta tanto l’Italia riesca a dimostrare coesione nazionale». È inevitabilmente incardinata sulle sfide dei prossimi mesi, l’intervista al ministro che viene anche sollecitata a esprimersi sul futuro dei popolari, con Mieli che non ci gira tanto intorno: «Il rapporto diretto tra Matteo Renzi e Denis Verdini inquieta i popolari che in questa fase fanno registrare due posizioni, da una parte chi chiede un chiarimento prima del referendum e chi invece è disponibile ad attendere l’esito della consultazione popolare».

Nuovo partito E il ministro non si nasconde: «Personalmente non voglio la crisi di governo, la giudico inopportuna e anche senza senso per due ordini di motivi – spiega la Lorenzin – da una parta abbiamo l’obbligo di dare sicurezza a questo paese e a coloro ogni giorno che comprano il nostro debito, dall’altra il nostro impegno politico di governo era proprio legato alle riforme costituzionali. Chi vuole la crisi soffre e lamenta l’assenza di prospettiva politica sostenendo ‘se stiamo con Renzi e poi andiamo da soli come facciamo a fare campagna elettorale contro il governo?’, che non è – ammette – una questione di poco conto». Poi largo alla ricostruzione dell’area popolare e liberale: «Stiamo lavorando – spiega il ministro – alla formazione di un soggetto autonomo e indipendente. Si tratta di un’operazione difficile e faticosa ma a mio avviso possibile in un’Italia sostanzialmente tripolare con Renzi, il M5s e una destra che non ha identità se non quella salviniana. Ma in molti si domandano, dove sono quei liberali che prendevano il tè alla Fondazione Einaudi? Io ritengo che ci sia lo spazio politico per farli riemergere, ovviamente senza ancorarci a categorie e linguaggi di trenta anni fa, sarà necessario riconnettersi ai cittadini, penso alle periferie di Roma dove nella rabbia vivono oltre 1,5 milioni di persone».

L’amore ai tempi di Berlusconi e utero in affitto Ma nell’intervista con Mieli c’è spazio anche per altro: «Com’era l’amore ai tempi di Berlusconi?». Sorride e guarda in terra il ministro Lorenzini che poi scherza: «Sono stata in Forza Italia poi Pdl dai 25 anni ai 41 e in questo lungo periodo ho avuto relazioni anche con giovani antiberlusconiani ed è stato divertente e stimolante, poi ho incontrato mio marito che conoscevo comunque da tempo. Ogni volta che lo incontravo mi chiedeva se ero fidanzata e la risposta è stata sempre sì fino al giorno in cui mi ha incrociata in un periodo che non ero impegnata sentimentalmente». Tra le pieghe dell’intervista anche un passaggio sulla maternità surrogata e relative adozioni: «In Italia abbiamo le adozioni speciali col giudice – dice il ministro – chiamato a decidere caso per caso sulle adozioni e un conto è una soluzione di questo tipo per la tutela del minore, un conto riconoscerle per noma. Personalmente sono favorevole a rendere l’utero in affitto un reato universale e ho sottoscritto il manifesto lanciato dai socialisti francesi. La scienza ci supererà comunque come insegna la storia? Può darsi ma la storia ci insegna anche che a volte si torna indietro, ma è pure importante piantare bandiere culturali».

Twitter @chilodice

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