SPECIALE FESTIVAL DI SPOLETO | 02 lug 2016

Due Mondi, l’eroe della cultura è il musicologo afgano Sarmast

Assegnato il Cultural heritage rescue prize voluto da Rutelli, il sottosegretario Borletti Buitoni: «Patrimonio storico è memoria della collettività»

Due Mondi, l’eroe della cultura è il musicologo afgano Sarmast

Consegnato oggi, a Spoleto, al musicologo afgano Ahmad Naser Sarmast il Cultural heritage rescue prize, premio internazionale dedicato ai coraggiosi che salvaguardano, mettendo a rischio la propria vita, il patrimonio culturale a rischio.«». È

Premiato il musicologo afgano Sarmast  La cerimonia si è tenuta al teatro Nuovo-Menotti nell’ambito del Festival dei Due Mondi e ad assegnare il riconoscimento è stata la giuria guidata da Francesco Rutelli, presidente dell’associazione Priorità cultura e promotore dell’iniziativa. Il premio è andato – spiegano gli organizzatori in una nota – a una personalità che quotidianamente lotta e rischia la vita in Afganistan per la libertà della cultura e dell’arte. Il premio, giunto alla sua seconda edizione, e’ stato consegnato dal sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo Ilaria Borletti Buitoni ad Ahmad Naser Sarmast, che – è stato spiegato – ha improntato il suo impegno alla libertà della cultura, per dare un futuro alla gioventù afgana.

Rutelli e il sottosegretario Borletti Buitoni «Mi sento davvero onorato – ha detto il musicologo – di essere stato insignito, per il mio impegno in Afganistan» mentre per Rutelli «la giuria del Cultural heritage rescue prize ha compiuto una scelta visionaria perché – ha detto – Sarmast  impersona davanti alla coscienza dell’opinione pubblica internazionale una figura di straordinario coraggio: è un eroe della cultura. Il suo coraggio si associa a competenza, passione e umiltà». Il sottosegretario Borletti Buitoni ha sottolineato che «questo premio è meritorio non solo per la sua nobile finalità, ma anche per i tempi nei quali si inserisce. L’irrazionalismo oramai imperante nella nostra epoca – ha proseguito – rivolge spesso la sua faccia oscura, il fanatismo, contro i monumenti e le opere d’arte, proprio perché incarnano la migliore memoria della razza umana. Questo premio non è solo un riconoscimento doveroso a chi vi si oppone, ma anche una chiara indicazione su quale strada gli sforzi di tutti devono indirizzarsi, e su quale prezioso e salvifico patrimonio sia la nostra memoria collettività».

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