SPECIALE FESTIVAL DI SPOLETO | 08 lug 2016

Due Mondi, il Balletto nazionale di Praga porta il sangue al Romano con ‘Romeo e Giulietta’

In scena a Spoleto l'amore e la morte nel classico di Shakespeare sulle note di Prokof'ev

Due Mondi, il Balletto nazionale di Praga porta il sangue al Romano con ‘Romeo e Giulietta’

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di M. R.

Interpretazione straordinaria, con piccole sbavature nell’esecuzione, la coreografia dell’ungherese Youri Vàmos e la musica del russo Prokof’ev rendono perfettamente la tragedia del capolavoro. Macchiati di rosso i duelli che nel dramma Shakespeariano finiscono con la morte di Mercuzio e Tebaldo, l’uno amico di Romeo e l’altro cugino di Giulietta.

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Romeo e Giulietta I due giovani amanti, resi dai due ballerini protagonisti con forte espressività non sarebbero tanto apprezzati se non vi fossero tanti altri personaggi che danzano sulla scena sempre nel rispetto di uno studiato equilibrio cromatico, tutt’altro che secondario. Brillante l’idea di un porticato sullo sfondo che con l’ausilio delle luci simula ambienti interni ed esterni con estrema facilità anche per via delle tende apribili poste ad ogni arco.

Il dramma di Shakespeare La forza delle immagini non manca: la camicia bianca di Mercuzio si macchia di ‘sangue’ mentre lentamente muore maledicendo i Montecchi e i Capuleti, il duello di spade tra Romeo e Tebaldo è altrettanto toccante, come del resto la disperazione espressa dalla madre di Giulietta (che comparirà finta morta in una bara) quando trova suo nipote ucciso e la striscia rossa segnata sulle braccia della giovane innamorata quando fa il gesto di tagliarsi le vene per unirsi per sempre al suo moroso.

I conflitti tra Montecchi e Capuleti La grande assente del dramma Shakespeariano è la balia di Giulietta e non c’è traccia del balcone ma è significativa la costante presenza di frate Lorenzo e non mancano cenni alla malizia di una giovane Capuleti velatamente ossessionata dal seno piccolo e letture ironiche di alcuni passaggi della storia. Due i piccoli intoppi: la danzatrice che interpreta Giulietta, quasi sempre sulle punte, ad un tratto cade ma quando è già all’ombra della scenografia senza quindi rovinare la rappresentazione; in un cambio di scena un lembo del lenzuolo nero utilizzato dagli addetti ai lavori resta sotto il piede del letto nel quale la coppia famosa al mondo consuma una notte d’amore. Scomparendo dietro le ‘quinte’ il telo si strappa e una striscia di stoffa resta sul palco.

‘Il Festival siamo noi’ Prima che si accendesse l’occhio di bue sui protagonisti, il Teatro Romano giovedì sera ha fatto da cornice alle premiazioni del progetto Il Festival siamo noi. Il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli ha consegnato le targhe di riconoscimento agli studenti della scuola primaria XX Settembre e a quelli del liceo artistico Sansi-Leonardi-Volta per la realizzazione di un plastico che riproduce la testimonianza architettonica della Spoleto romana e un cortometraggio dedicato. «Un’esperienza – è stato sottolineato dai giovani protagonisti dell’iniziativa – che ci ha fatto conoscere il teatro dalla sua fondazione alla sua rinascita passando per il suo abbandono». Il primo cittadino: «Le cose si amano solo se si conoscono fino in fondo. Questo progetto produrrà sempre nuovi amanti del Festival».

Twitter @martarosati28

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