Due Mondi, Fondazione Fendi presenta ‘Cangianze’ barocche e premia sir Pappano

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«La sua musica arriva al cuore della gente». Sono probabilmente le parole del primo violino dell’Orchesta dell’Accademia nazionale Santa Cecilia, Roberto González-Monjas, quelle che meglio raccontano l’imprinting del suo direttore, sir Antonio Pappano, che dal 2002 è anche Music director della Royal Opera House-Covent Garden di Londra, protagonista della quinta edizione del premio istituito dalla Fondazione Carla Fendi «per onorare personalità di alto valore nel campo dell’arte della cultura e della creatività, come testimoni illustri del nostro tempo ed esempi di eccellenze per il nostro futuro».
L’appuntamento di domenica mattina al Caio Melisso-Spazio Fendi si è aperto con Cangianze: l’inganno del Barocco appositamente ideato da Quirino Conti per la quinta edizione del premio. Una performance tra contemporaneo e ardite elaborazioni barocche composta da tre diversi momenti di coralità, danza e canto. In scena è andata la vocalità classica dei Pueri Cantores, la sezioni delle voci bianche della Cappella Sistina che nella performance ha dialogato con le parole del poeta Giuseppe Manfridi su musica di Samuel Barber. Nel teatro di piazza Duomo è stato poi il turno di tre ballerini della Escuela Nacional de Ballet di Cuba, il meglio delle tradizioni accademiche europee e americane declinate con la vitalità e la musicalità tipiche della Isla Grande; in contrapposizione con la musica barocca di Gian Battista Lulli.
A chiudere, tra gli applausi del pubblico del Due Mondi, Cangianze: l’inganno del Barocco, è stato il controtenore Max Emanuele Cencic, una tra le più importanti figure nella riscoperta della musica del XVIII secolo; accompagnato dal complesso barocco Il Pomo d’Oro (foto Maria Laura Antonelli-Agf)



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