UMBRIA JAZZ | 12 mag 2016

Docufilm su Umbria Jazz, Abel Ferrara ne parla a pranzo con Pagnotta e gli chiede l'”autografo”

Mercoledì dopo la presentazione dell'edizione 2016 del festival appuntamento a La Taverna per parlare del progetto

Docufilm su Umbria Jazz, Abel Ferrara ne parla a pranzo con Pagnotta e gli chiede l'”autografo”

di Daniele Bovi

Nella splendida sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria, dove mercoledì è stata presentata l’edizione numero 43 di Umbria Jazz (a Perugia dall’8 al 17 luglio) tra gli spettatori molto interessati all’appuntamento c’era anche il regista Abel Ferrara, che nel 2014 ha girato «Pasolini», dove lo scrittore era interpretato da Willem Dafoe, grande amico di Ferrara. La presenza del regista mercoledì a Perugia non era certo casuale, dato che il regista ha in mente di girare un docufilm sul festival. Il primo contatto c’era stato giorni fa a Roma, dove al Ministero dei beni culturali era stata presentata la missione in alcune città cinesi di Umbria Jazz. E a fare da tramite tra il regista e il festival, e in particolare tra Ferrara e la Regione, era stato Andrea Canapa della Fondazione Italia-Cina.

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Il pranzo Anche quest’ultimo era presente al pranzo che si è tenuto mercoledì a La Taverna, in centro storico, una volta terminato l’appuntamento della sala Podiani. Intorno al tavolo, oltre a Canapa, il regista, il direttore artistico Carlo Pagnotta, Riccardi Neri della casa di produzione Lupin Film srl che accompagnava Ferrara, il vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli, Stefano Lazzari e il giornalista Marco Molendini. Tra una portata e l’altra Ferrara ha illustrato a Pagnotta la sua idea, ovvero quella di realizzare un docufilm sul festival con al centro proprio la figura di Pagnotta, che nel soggetto che ha in mente il regista dovrebbe essere il narratore centrale della storia, tra aneddoti e ricordi, insieme ad alcuni dei musicisti che hanno scritto pagine importanti del festival.

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FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE

L’autografo Dall’idea si capisce quanto Ferrara sia rimasto colpito da Umbria Jazz e dalla sua ultraquarantennale storia, compresa quella di Pagnotta per il quale ha riservato parole di ammirazione. Da parte del direttore artistico di UJ c’è ovviamente felicità per una proposta di questo tipo ma al momento il progetto è tutto sulla carta e, nell’eventualità si concretizzasse nel corso delle prossime settimane, si discuterà di ogni dettaglio. Di sicuro Ferrara non vuole aspettare anni e l’interlocuzione con il regista e il suo staff è stata affidata a Marco Molendini. Sul taccuino finisce anche un episodio che testimonia quanto Ferrara tenga al progetto: una volta che lo staff di UJ gli ha consegnato il libro fotografico che ripercorre la storia del festival, il regista ha chiesto a Pagnotta di firmarglielo. I più, invece, da Ferrara si sarebbero fatti autografare, in mancanza d’altro, pure il tovagliolo.

Twitter @DanieleBovi

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