22 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:17

«Disobbedire ai confini la nuova Resistenza: ecco il mio 25 aprile al Brennero»

Stefano Fancelli annuncia la partecipazione alla Marcia per la libertà di movimento

«Disobbedire ai confini la nuova Resistenza: ecco il mio 25 aprile al Brennero»
Controlli dopo uno sbarco

di Stefano Fancelli

Quest’anno ho deciso di ricordare il 25 aprile in un modo diverso. Lo festeggerò il 24 aprile, partecipando al Brennero alla Marcia per la libertà di movimento promossa dall’Appello “Disobbedire ai confini per costruire l’Europa dell’accoglienza” Non so se poi riuscirò ad essere presente, come ogni anno, al corteo di Città di Castello con l’Anpi, ma so che le donne e gli uomini che hanno fatto la Resistenza potranno comprendere benissimo il desiderio, mio e di tanti altri, di non celebrare solo a parole i valori del 25 aprile, ma di farlo con un atto concreto di partecipazione, di impegno, di disobbedienza civile.

Tutti abbiamo negli occhi le immagini dei naufraghi nel Mediterraneo, il fango e i lacrimogeni a Idomeni, la detenzione negli hotspot, le deportazioni di massa verso la Turchia. Migliaia e migliaia di persone in fuga dalla miseria, dalla guerra, dallo Stato Islamico, sono respinte da un continente chiuso in nuovi confini, presidiati non solo da gendarmi e recinzioni con tanto di filo spianto, ma soprattutto da nuove barriere, ancor più insuperabili, fatte di indifferenza, egoismo, disumanità, che mettono a rischio il progetto di un’Europa libera e aperta.

«Non solo ci vogliono indifferenti ai minori dispersi, alle donne oggetto di violenze indicibili, ai morti nell’Egeo e nel Mediterraneo, ma ci pretendono loro complici nelle politiche che bloccano e colpevolizzano chi rifiuta un destino di miseria per sé e per i propri figli». Queste parole dell’appello “Disobbedire ai confini” mi hanno colpito.

Il Governo Austriaco che blinda il proprio confine con l’Italia, i paesi del nord Europa che pretendono di trasformare il confine mediterraneo in un enorme fortilizio, con tanto di centri di raccolta dei migranti in attesa di espulsioni di massa verso la Turchia. La vergogna inaccettabile di Governi che legano sempre più il diritto alla cittadinanza alla ricchezza, come in Danimarca, o le deportazioni di massa preannunciate da Svezia e Olanda, o peggio la nuova strategia al limite della xenofobia del Governo inglese.

Non è questa l’Europa che vogliamo, non è questa l’Europa che è nata dalla spaventosa tragedia della seconda guerra mondiale e dalla rinascita civile e democratica della Resistenza. Questa Europa non ha nulla a che vedere con il Manifesto di Ventotene e con il sogno di Altiero Spinelli. Ma questa Europa non ha nulla a che vedere anche con quella per cui avevo votato alle scorse Elezioni europee, affidando al PD e ai socialisti europei il mio mandato a difendere i nostri valori, il nostro futuro di comunità aperta, accogliente, moderna, libera.

Non bastano le parole e le trattative infinite, occorre agire. Ovunque nel mondo occidentale è aperta la battaglia tra chi semina odio, paura e ci vuole condannare ad una deriva fatta di razzismo, sfruttamento, precarietà, ingiustizia e disuguaglianza. È la reazione di un continente ricco e vecchio, egoista, spaventato, che immagina di difendere i propri antichi privilegi chiudendosi al mondo, facendo la faccia cattiva, senza assumersi le proprie responsabilità, senza comprendere che la modernità e la civiltà vanno da un’altra parte.

È come in America, nella sfida tra il razzismo populista di Trump e la visione del nuovo sogno americano della Presidenza Obama. Una società aperta, inclusiva, dinamica, fondata sulla condivisione dei valori, della comune identità laica, civile e democratica. Questa è l’unica strada che porta ricchezza e vero benessere, questa è l’unica risposta efficace al terrorismo e al fondamentalismo, questa è un’idea per cui vale la pena battersi. Per queste ragioni io sarò al Brennero il 24 aprile, alla Marcia che violerà simbolicamente i nuovi confini della paura e dell’egoismo. Mi sembra il miglior modo per dire: ora e sempre Resistenza!

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