domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:26
30 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:01

Dipendente comunale accusata di truffa. Sindaco: «Nessuna sospensione, ora va anche in ferie…»

Dopo l'avviso di conclusione indagini la 53enne ha preferito non farsi interrogare dal magistrato e la Procura ha informato il municipio di Passignano della richiesta di rinvio a giudizio

Dipendente comunale accusata di truffa. Sindaco: «Nessuna sospensione, ora va anche in ferie…»
Ermanno Rossi, sindaco di Passignano

di En.Ber.

Nessuna mossa della difesa. La 53enne dipendente del Comune di Passignano sul Trasimeno accusata di truffa per essersi allontanata dal posto di lavoro raggiungendo centri commerciali, ipermercati e negozi, dopo l’avviso di conclusione indagini non si è voluta far interrogare dal magistrato. Così dalla Procura della Repubblica sono stati inoltrati al sindaco gli atti riguardanti la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta di una comunicazione formale riguardante l’esercizio dell’azione penale nei confronti del pubblico dipendente. Il sindaco Ermanno Rossi resta alla finestra: ha già passato il foglio del Pm al segretario comunale e al presidente del regolamento disciplinare. Anche alla luce dell’eventuale rinvio a giudizio si valuteranno possibili provvedimenti. «Per il momento – dice il sindaco – la funzionaria è al suo posto. Non è stata sospesa. Deve andare anche in ferie…».

‘Campagna elettorale? Mi sembra strano’ Il primo cittadino sostiene di non aver letto le dichiarazioni rilasciate ad Umbria24 il 16 luglio dall’avvocato Alessandro Vesi, secondo cui l’indagata «usciva e rientrava spesso dall’ufficio» nel «periodo di campagna elettorale per svolgere attività connesse alle sue funzioni», compreso «recarsi ad acquistare merce presso supermercati, centri commerciali e altri negozi». Quando Rossi le apprende telefonicamente commenta: «Nel 2013 ci sono state le elezioni comunali, nel 2015 quelle regionali. Lei è capo area e le mansioni elettorali rientrano senza dubbio nelle sue competenze. Uscire per la campagna elettorale? Quale? Di chi? Mi sembra strano… piuttosto, occupandosi di materia elettorale, che non dipende dal sindaco bensì dal prefetto e dal segretario comunale, rientrano tra le sue mansioni i giri in prefettura».

‘Nessun permesso per uscire’ Il Gps piazzato sotto la macchina dell’indagata però l’ha seguita altrove in 26 episodi elencati nel capo di imputazione (il periodo va dall’11 aprile al 9 giugno 2015) e l’«ingiusto vantaggio patrimoniale» derivante dalle «illecite timbrature» del badge è stato quantificato in 532 euro. Nel fascicolo del Pm sono allegate anche immagini estratte dalle telecamere di videosorveglianza di un negozio. «Per uscire dal Comune – prosegue Rossi – la dipendente non doveva certo chiedere il permesso. Ora però basta con questa storia, Passignano è un paese piccolo e in questi giorni non si parla quasi di altro…».

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