martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:10
9 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:44

Dichiarazioni senza pagare le tasse: ditta tessile cinese crea il meccanismo dell’evasione perpetua

La guardia di finanza scopre un ingegnoso stratagemma fatto di continui cambi fittizi alla guida dell'azienda e scatta la denuncia

Dichiarazioni senza pagare le tasse: ditta tessile cinese crea il meccanismo dell’evasione perpetua
Guardia di Finanza

Oltre mezzo milione di euro di ricavi sottratti all’erario e denuncia dei responsabili per omessa dichiarazione e per occultamento della documentazione contabile. È questo il bilancio finale di controlli eseguiti dai finanzieri della Tenenza di Assisi su un’azienda tessile che aveva messo in pratica per anni un ingegnoso meccanismo per evadere le tasse.

Il meccanismo Il sistema di frode era semplice ma molto efficace: veniva costituita una ditta individuale che provvedeva alla gestione del laboratorio e all’assunzione di personale, tutto di etnia cinese. L’azienda, per sottrarsi ai controlli, presentava formalmente delle dichiarazioni fiscali, ma non pagava le imposte dovute. Trascorsi uno o massimo due anni, l’impresa, solo apparentemente, cessava la propria produzione: in realtà l’attività, di fatto, veniva ceduta a una seconda ditta intestata a un dipendente. L’ex titolare, a sua volta, trasferiva fittiziamente la propria residenza altrove, ma restava di fatto a gestire l’azienda. Così, prima che il fisco e gli altri enti previdenziali potessero avviare le procedure di accertamento, il vecchio titolare si rendeva irreperibile e al suo posto veniva inserito un altro cinese, intestatario di una nuova posizione Iva che continuava a perpetuare la frode.

Nuovo giro, nuova corsa La nuova impresa subentrava negli stessi locali, assumeva i medesimi dipendenti e provvedeva alla gestione del laboratorio. Nuovamente, dopo aver presentato le dichiarazioni annuali, formalmente corrette, ometteva il versamento delle imposte. Infine, trascorso un altro anno/biennio, anch’essa cessava apparentemente l’attività per essere rilevata, senza soluzione di continuità, da una terza ditta che seguiva lo stesso disegno criminoso.

Denuncia Ai responsabili di un tale meccanismo fraudolento sono state contestate le ipotesi di reato di omessa dichiarazione e di occultamento della contabilità, oltre il mancato versamento all’Erario di imposte per circa 200 mila euro e la contestazione dell’impiego di cinque lavoratori in nero.

©Riproduzione riservata

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