domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:41
27 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:49

Diabete, patologia in aumento: occhio alle gravidanze. «Solo diagnosi precoce mette a sicuro il nascituro»

A Perugia il centro specialistico dove affluiscono donne incinte da altre regioni: «150 casi l'anno all'ospedale Santa Maria della Misericordia»

Diabete, patologia in aumento: occhio alle gravidanze. «Solo diagnosi precoce mette a sicuro il nascituro»

Del diabete gestazionale, patologia tra le più frequenti in gravidanza, si è parlato mercoledì mattina nel penultimo appuntamento dedicato alle patologie della donna. I medici che si occupano del diabete in gravidanza hanno incontrato nell’altrio principale del S. Maria della Misericordia donne in età fertile e future mamme.

La specialista «Alla nostra osservazione arrivano mediamente 150 donne all’anno con alterazioni metaboliche potenzialmente gravi per il nascituro se non diagnosticate e trattate nei tempi giusti – dice Elisabetta Torlone, responsabile del programma di alta specializzazione Diabete e gravidanza in una nota dell’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia -. Il fenomeno è presente nel 10-15% delle gravidanze e la percentuale è in aumento in quanto è in forte crescita il diabete di tipo 2 nella popolazione mondiale, così come è in aumento l’obesità. I due fenomeni sono fortemente presenti nelle popolazioni migranti, con prevalenza di donne nord africane e latino americane, che peraltro hanno una maggiore propensione ad avere più gravidanze. Sono loro ad arrivare alla nostra osservazione in fase di gravidanza avanzata, con modeste possibilità di intervento sulla salute del bambino anche a lungo termine». Durante l’incontro è stato anche ribadito che la patologia è silente, e per questo all’inizio della gravidanza è necessario inquadrare la presenza di fattori di rischio ed indirizzare la futura mamma allo screening.

I particolari L’obesità patologica, che si rileva attraverso la determinazione dell’indice di massa corporea superiore a 30, resta in ogni caso il principale fattore di rischio e sarebbe necessario affrontare la gravidanza con un peso inferiore o se la gravidanza è già in atto seguire un regime nutrizionale equilibrato e valutare uno screening precoce per il Gdm tra la 16esima e 18esima settimana di gravidanza. All’osservazione dei medici dell’ospedale di Perugia arrivano i casi più complessi dell’Umbria e delle regioni limitrofe, trattandosi di un centro altamente specializzato, che opera da decenni nella diabetologia nazionale e internazionale, che ha prodotto numerosi studi su riviste scientifiche internazionali «Se affrontata per tempo, il Gdm è gestibile senza conseguenze per il neonato- assicura infine Torlone -. Nella nostra casistica infatti la quasi totalità dei neonati già in prima giornata viene affidato alla mamma e i tempi di degenza sono sovrapponibili a quelli di un neonato da gravidanza fisiologica. Quanto alle mamme, la diagnosi di Gdm può rappresentare una opportunità per modificare i fattori di rischio con un cambiamento negli stili di vita».

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