sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 05:12
27 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:37

Dettano legge a Casal di Principe e rapinano terrorizzando a Mugnano: preso anche il terzo della banda

Pistola puntata al marito, minacce alla moglie: quella notte da incubo conosce l'epilogo. I tre banditi hanno un volto e una cella

Dettano legge a Casal di Principe e rapinano terrorizzando a Mugnano: preso anche il terzo della banda

di Maurizio Troccoli
Twitter@MauriTroccoli

La storia ricomincia dal pezzo mancante per mettere la parola fine a un incubo durato un anno e mezzo. Quanto è servito agli investigatori per dare un nome alla banda che nell’ottobre del 2014 ha terrorizzato una famiglia di Mugnano.

TUTTA LA RICOSTRUZIONE

Chiuso il cerchio  Mancava l’ultimo ed è stato preso. Sono pericolosissimi banditi – spiegano affinati agenti della Squadra mobile che per individuarli si sono dovuti insinuare dentro i vicoli stretti e pericolosi della malavita della terra dei Fuochi – albanesi che sono riusciti persino a dettare legge a Casal di Principe. Da uno di loro inizia il piano che finisce in un incubo. E’ lì a Mugnano, ospite di uno zio, per scontare gli arresti domiciliari a causa di una precedente rapina. Individua una casa e la segnala agli altri malviventi che però non trovandoci niente e nessuno, quella notte, spostano il tiro sull’abitazione a fianco.

La ricostruzione Qui oltre a due belle auto parcheggiate che fanno venire l’acquolina ai rapinatori, ci sono marito e moglie rientrati da poco dal pronto soccorso, a causa di un malore che in serata ha colpito l’uomo. Non fanno in tempo ad addormentarsi che dei rumori, in breve, si trasformano in una pistola puntata alla tempia di lui, minacce di morte e violenza. Lui ha la lucidità di consegnare tutto quello che ha e di chiedere in cambio di risparmiargli la famiglia. I banditi, con volto travisato ma con qualche particolare che salta all’occhio dei coniugi, partiranno da quell’abitazione, in direzione sud Italia, appena chiusi in bagno i due proprietari di casa. Scatta l’allarme e subito le indagini. L’esperienza di alcuni poliziotti fa diffondere l’allarme a tutte le centrali operative, pochi minuti dopo che gli agenti sono giunti sul luogo della rapina. E, in breve, diverse unità operative di polizia che di notte percorrono le strade italiane, sono in possesso di alcune informazioni importanti. Quelle che fanno allungare le antenne ai poliziotti che sono appena arrivati in un’area di servizio vicino Frosinone. Non sono passate tre ore dal colpo e, quei rapinatori sono lì, in quell’area di sosta, a confabulare davanti a quell’auto adocchiata dagli agenti. E’ il fuggi fuggi. Ma uno di loro rimane in trappola. E’ quello che guida l’auto ‘pulita’. Dirà che non c’entra nulla con gli altri, ma da lui partiranno tutte le altre ramificazioni dell’indagine che faranno incastrare tutti i componenti.

A Casal di Principe Sono criminali che orbitano nell’area del Casertano, albanesi che sono riusciti a farsi valere nell’area di Casal di Principe, il paese di Roberto Saviano, nel cuore della terra dei Fuochi. Ma di quei tre ne mancava all’appello uno, dopo che i primi due, Hoxa Denis e Murra Ervis, di 27 e 24 anni, sono stati acciuffati nella loro ‘area calda’ in un primo momento grazie anche al contributo della squadra Mobile locale. All’elenco mancava l’altro 24enne, O. A, anch’egli albanese. L’hanno incastrato gli uomini della squadra Mobile di Alessandria notificandogli il provvedimento di arresto del gip, con le manette strette ai polsi.

 

 

 

 

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