sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 22:38
1 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:30

Delitto di via Oberdan, Renée: «Guardavo la tv sul divano quando Danielle mi ha cacciato di casa»

Mercoledì mattina il medico legale Sergio Scalise effettua l'autopsia sul cadavere di Danielle Chatelain

Delitto di via Oberdan, Renée: «Guardavo la tv sul divano quando Danielle mi ha cacciato di casa»
Il medico legale Sergio Scalise Pantuso

di En.Ber.

Renate Kette era seduta sul divano, con la televisione accesa, quando Danielle Chatelain prima di uscire le ha detto: «Delinquente, devi andare via». «A quel punto – ha spiegato l’assassina al giudice – non ci ho visto più e l’ho spinta giù per le scale». Il gip Lidia Brutti ricostruisce il delitto di via Oberdan: dopo aver scaraventato l’anziana per le scale l’ha afferrata per i capelli e con estrema violenza le ha sbattuto il capo contro un gradino. Un omicidio certamente doloso. Aggravato, secondo il pm, dalla crudeltà, dai futili motivi e dall’età della vittima 72enne.

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L’autopsia I traumi notati dal medico legale Sergio Scalise Pantuso durante una prima ricognizione escludono una caduta accidentale. Ma su questo ed altri aspetti si attende l’esito dell’autopsia che verrà effettuata mercoledì mattina. L’indagata, compagna della figlia della vittima, attraverso l’avvocato Saschia Soli ha nominato come proprio consulente il dottor Antonio Galzerano.

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Le tessere del puzzle Esclusa la premeditazione dell’omicidio la squadra mobile di Perugia (diretta dal vicequestore Marco Chiacchiera) è ancora impegnata a mettere insieme le tessere del puzzle e a ricostruire quanto avvenuto nel passato recente in via Oberdan. Anche il gip è convinto che la vittima avesse già manifestato in precedenza alla 53enne albanese la volontà di interrompere quella convivenza che, di fatto, non si era interrotta neppure dopo la morte della figlia.

Poco credibile In alcuni tratti del racconto Renate è sembrata pentita ma anche poco credibile. Settantadue ore dopo il fermo – nell’interrogatorio di convalida – Renée ha confessato l’omicidio e ha pianto. Il gip ha convalidato il provvedimento della procura e disposto la custodia cautelare in carcere a Capanne. Rimarrà in cella un anno, come aveva già fatto in passato durante i lunghi periodi di detenzione per i numerosi precedenti penali di cui si era macchiata. Soprattutto per rapine a mano armata.

©Riproduzione riservata

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